Don Luigi Sonnenfeld al Versilia Yachting Rendez-Vous racconta la storia della Chiesetta del Porto

VIAREGGIO – Lavoratori del mare, lotte sociali, preti operai che hanno dedicato la propria vita agli ultimi. E’ una storia che parte da lontano quella della Chiesetta del Porto, che verrà raccontata da don Luigi Sonnenfeld, sabato 12 maggio, dalle ore 10 e 30 alle 12 (alla Chiesetta), all’interno degli eventi che si terranno al Versilia Yachting Rendez-Vous in programma a Viareggio fino al domenica 13 maggio 2018.

Non si può parlare della Chiesetta del porto senza ricordare la figura di don Sirio Politi che nel 1955 ottenne l’autorizzazione di erigere una cappella con annessa abitazione per il sacerdote in quella che una volta era la vecchia Stazione Sanitaria Marittima, eretta dopo la Prima Guerra Mondiale per la disinfestazione dei vestiari e degli arredi delle imbarcazioni bloccate in porto da catene e bandiera gialla.

Don Sirio ebbe da subito le idee chiare su cosa dovesse rappresentare la sua chiesa. Da lì a poco quelle piccole mura, incastonate tra i cantieri navali, divennero un punto di riferimento e di sostegno per gli operai e gli abitanti del quartiere Darsena, in quegli anni attraversato da forti tensioni, ma anche caratterizzato da una grande operosità. Don Sirio stesso decise di immergersi nel mondo della cantieristica. Con il permesso del vescovo di Lucca, trovò lavoro come manovale prima al Cantiere Picchiotti e poi all’Ytoiz. Prete operaio, lottatore, poeta, artigiano, scrittore, vivido pensatore, portò alla ribalta nazionale una singolare testimonianza di fede e di condivisione delle problematiche del lavoro e del mare, rimanendo sempre ancorato alla “sua” chiesetta nel porto di Viareggio.

Intorno alla figura carismatica di don Sirio si creò una piccola comunità di donne e uomini che basarono la propria esistenza su pochi ma essenziali pricipi: la semplicità come stile di vita e la libertà come unico faro.

Uno di loro, don Beppe Socci è entrato in modo particolare nel cuore e nella memoria della città. Imbarcato sulle “lampare” che affollavano il porto fino agli anni Ottanta, operaio presso il Cantiere S.E.C e impagliatore di sedie nell’ultimo tratto della sua breve vita che decise di dedicare interamente agli uomini e alle donne costretti ai margini della società. La sua testimonianza della fede cristiana fu incentrata sull’impegno sociale. Promosse l’affido familiare in Versilia, si spese per la cura dei portatori di handicap, aiutò i più poveri, lottò per la pace e la non violenza. L’eredità di questi due preti operai si chiama Crea, cooperativa sociale con vari servizi nella provincia di Lucca rivolti alle fasce più deboli e disagiate che ha sede in un capannone in via Virgilio, nel cuore della Darsena che fu di don Sirio e don Beppe.

Oggi la chiesetta è abitata da don Luigi Sonnenfeld, uno dei compagni della prima ora dei due sacerdoti e custode della memoria storica del quartiere. Sarà lui, giovedì 12 maggio, dalle ore 10 e 30 alle 12 tra le mura della chiesa a raccontare la storia, le lotte e le vite di un pezzo di città che, più di altri, negli anni si è trasformato riuscendo comunque a mantenere intatto il suo spirito vivace e caratteristico.