Donne scomparse, di chi è quel sangue?

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Letizia Tassinari -Il sangue è di due uomini, e le ossa appartengono a capre e maiali. Il colpo di scena tanto atteso, non ci sarà.

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La perizia sulle tracce ematiche e micro frammenti ossei trovati nel “campo degli orrori” dai Ris, il primo giorno di scavi, appena iniziate le indagini da parte dei Carabinieri, all’indomani della scomparsa di Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro,  è stata depositata questa mattina. Ma i periti nominati dal presidente della Corte d’Assise Stefano Billet,  Berti dei Ris e l’antropologa Pilli, illustreranno i risultati dei loro accertamenti alla prossima udienza, fissata per il 9 luglio.

Ma di chi è quel sangue? Mistero. Unico dato certo è che dagli esami di laboratorio non è compatabile con il Dna di David e Sabrina Paolini, figli e nipoti delle due scomparse.

Ultimi testi della difesa, questa mattina in Corte d’Assise, al processo sulla vicenda della scomparsa di Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro, le due donne sparite nel nulla dal campo di Torre del Lago, nel 2010, dove vivevano, secondo l’accusa segregate, dopo la vendita delle loro case alla famiglia dell’avvocato Giunio Massa.

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“Massimo Remorini è stato ricoverato nel mio reparto due volte, dopo la scarcerazione per abus o alcolico, ma firmò per uscire e tornare a casa, e per 24 ore dopo la scorsa udienza, per un malore”.  Il primo ad essere ascoltato è stato il professor Mario di Fiorino, primario di Psichiatria dell’Ospedale Unico “Versilia”. “Il quadro clinico era di simulazione di malattia – ha spiegato il medico, rispondendo alle domande dell’avvocato Massimo Landi, legale del maggiore imputato nella vicenda che vede lo “zio” imputato omicidio, distruzione e occultamento di cadavere, oltre che sequestro, circonvenzione di incapace e truffa. Nessuna altra domanda, il teste, dopo che la Corte si è ritirata per decidere se ascoltarlo su altre questioni, relative ai vari ricoveri del coimputato Francesco Tureddi, è stato congedato, ritenendo non necessaria la sua ulteriore audizione.

Oltre un’ora di camera di consiglio, dopo la richiesta del principe del Foro di Firenze, avvocato Eriberto Rosso, legale di Maria Casentini, la badante delle due donne, accusata degli stessi reati di Massimo Remorini: “Presidente – ha chiesto al giudice Billet – rivaluti la possibilità di ascoltare il professor Enrico Marzaduri, che ha visto le due scomparse nel novembre 2010, visto che il suo mandato di difensore dell’imputato Massa è successiva, e risale al marzo 2011”.  Respinta. La sua testimonianza non è ammissibile, a meno che, questa la decisione della Corte, Marzaduri non rinunci al mandato di difesa dell’avvocato Massa.

I testi Biancone e Cornacchia, psicologo. quest’ultimo, al carcere di Lucca, assenti, verranno sentiti il 9 luglio. Per l’11 luglio, udienza nella quale sono previste le requisitorie del pm e le arringhe della difesa e delle parti civili, è attesa la sentenza.

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