Donne scomparse, domani l’Appello: Remorini e Casentini colpevoli, o innocenti?

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Donne scomparse,  la vicenda di Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro torna domani nella aule giudiziarie. L’udienza dinanzi ai giudici della Corte d’Assise d’Appllo è fissata per domani mattina alle 9.30 a Firenze. Era il 28 ottobre dello scorso anno quando la difesa di Massimo Remorini e Maria Casentini, affidata agli avvocati Massimo Landi a ed Eriberto Rosso, aveva depositato ricorso ricorso in Appello. Entrambi gli imputati,  come si ricorderà, il 15 luglio del 2014 furono condannati in primo grado dalla Corte d’Assise di Lucca rispettivamente a 30 anni, piu’ otto,  e a 16.
Donne scomparse: Remorini condannato a 30 anniLa Corte d’Assise aveva scritto la parole fine al processo di primo grado sulla giallo di madre e figlia, sparite nel nulla dal “campo degli orrori” di Torre del Lago.

unnamedunnamedMassimo Remorini, secondo i giudici di primo grado, ha ucciso Maddalena Semeraro. Omicidio volontario la sentenza. Assolto, invece, dall’accusa di aver “eliminato” Velia Carmazzi e riconosciuto colpevole  di morte come conseguenza di altri reati, di sequestro di persona, maltrattamenti, distruzione e occultamento di cadavere. Era stato questo il verdetto della Corte d’Assise, presieduta dal giudice Stefano Billet. La richiesta  del pubblico ministero Sara Polino al processo per la misteriosa scomparsa di madre e figlia avvenuta nell’estate di quattro anni fa era stata dell’ergastolo. Una vittoria, se cosi si puo’ dire, per la difesa, affidata all’avvocato Massimo Landi che temeva il carcere a vita.

images Sedici anni di reclusione, invece, erano stati la condanna per la badante Maria Casentini, difesa dall’avvocato Eriberto Rosso. Per la Corte, oltre che l’amante di Remorini, nella vicenda la donna sarebbe stata la sua complice. Escluse le aggravanti. Per la truffa e la circonvenzione di incapace  Remorini era invece stato condannato a 8 anni, molto di piu’ della richiesta dell’accusa, che aveva chiesto 5 anni, con una provvisionale, in concorso con la Casentini, decisa dalla Corte, di 200mila euro a favore di David Paolini, e di 50mila per tutte le parti civili, Sabrina Paolini  e Raffaella Villa, l’altra donna, difesa dall’avvocato Fabrizio Miracolo, che affidandosi a Remorini, per vendere la sua casa alla famiglia dell’avvocato Massa, ha perso tutto.

12 Questo, immortalato in due fermi immagine, il dispositivo della sentenza, letto dal presidente della Corte Stefano Billet. Una Camera di Consgilio quella che aveva portato al verdetto ( leggi anche: Donne scomparse: Remorini condannato a 30 anni) , preceduta dalle repliche del pubblico ministero alla arringhe difensive della scorsa udienza (Donne scomparse, la Corte prende tempo: slitta la sentenza e Donne scomparse, si avvicina il verdetto. Ergastolo per lo “zio”? Landi: “Manca il movente”  ) durata pochi minuti. Poi la lettura della sentenza.

Alla luce delle motivazioni ( leggi anche:Donne scomparse: “Prigioniere e maltrattate”. Depositate le motivazioni, si avvicina l’appello ), depositate a settembre dello scorso anno, gli avvocati dei due condannati in primo grado sono pronti a dare battaglia difronte ai giudici fiorentini della Corte d’Assise di Appello

Remorini e Casentini colpevoli di omicidio, cosi come deciso dalla Corte d’Assise, o innocenti? I giudici fiorentini della Corte d’Assise d’Appello potrebbero capovolgere la sentenza, assolvendoli. La “prova” dell’efferato delitto, ossia il cadavere, o un qualcosa delle donne, mai è stato ritrovato, le macchie di sangue, secondo i periti, appartengono a due uomini sconosciuti, e i micro frammenti ossei reperiti dal georadar durante gli scavi nel campo dove la Carmazzi e la Semeraro vivevano, erano di  capre e maiali.  La sentenza di primo grado, si sa, non fa del condannato, o dell’assolto, un colpevole o un innocente in via definitiva. La vicenda versiliese della” Circe”  di Forte dei Marmi fa “storia”, qui in Versilia: l’Appello, infatti, ribaltò la situazione, e Maria Luigia Redoli, assolta in primo grado, fu poi condannata a 30 anni.

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