Dopo 12 colpi messi a segno, la rapinatrice seriale finisce a Sollicciano

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VIAREGGIO – Nella mattina del 19 dicembre scorso il  personale del Commissariato di Viareggio ha tratto in arresto, in ordine di esecuzione di un provvedimento di carcerazione emesso dalla Procura della repubblica presso il Tribunale di Lucca, Alessia Balderi,  nata a Viareggio nel 1972, pluripregiudicata per reati predatori e contro il patrimonio, colpevole di ben 12 eventi delittuosi, tra cui rapine e furti in abitazione, commessi in Viareggio tra il 2012 e il 2013 e che hanno destato particolare clamore nell’opinione pubblica.

L’attività investigativa aveva inizio nel 2012, quando venivano sporte alcune denunce di furto in abitazione presso gli uffici del Commissariato che avevano, quale elemento in comune, il fatto che non vi erano segni di effrazione alle porte di ingresso. Gli investigatori, insospettiti, hanno dato vita ad una articolata e complessa attività di indagine coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Lucca dottor Salvatore Giannino.

Gli inquirenti cominciavano a rivolgere specifiche domande alle persone offese vagliando le loro abitudini, i luoghi e le persone che venivano frequentate abitualmente.

Iniziava così a tessersi una trama che vedeva un nome ricorrente, sempre quello di BALDERI Alessia, la quale era, in qualche modo, conosciuta dalle vittime anche in considerazione alle frequentazioni sia degli ambienti scolastici che sportivi dei figli.

Di fatto, le vittime, sempre sentite singolarmente, narravano come la Balderi, coi suoi modi affabili, si fosse guadagnata la loro fiducia.
Fiducia che le aveva dato la possibilità di accedere alle abitazioni della vittime senza destare sospetto alcuno, se non quello, però valutato “col senno di poi”, che dopo ogni visita, si constatasse che erano stati sottratti monili presenti nell’abitazione.

In altre occasioni la donna sottraeva con abilità le chiavi degli appartamenti alle vittime designate procedendo al furto all’interno degli stessi quando i proprietari erano momentaneamente assenti.

Ma i propositi delittuosi della Balderi non si sono concretizzati nei soli furti nelle abitazioni, infatti il Tribunale di Lucca le ha riconosciuto, in più eventi, le circostanze aggravanti per aver commesso il fatto abusando della fiducia accordatole nel caso dell’ospitalità e per aver profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona tali da ostacolare la privata difesa.

Alcuni casi in particolare hanno colpito gli inquirenti per la freddezza e la mancanza di scrupoli con cui ha operato la malvivente.

Infatti, tra i capi di accusa addebitati alla donna, emerge quello di rapina perpetrata ai danni di anziane signore, da lei conosciute, con l’aggravante della violenza consistente nel porre la vittima in stato di incapacità di intendere e di volere mediante somministrazione di un potente sedativo.

Il modus operandi in questi casi era sempre lo stesso: con una scusa riusciva ad entrare all’interno dell’abitazione di ignare vecchiette da lei conosciute e con affabilità si faceva preparare un caffè che puntualmente “drogava” con potenti medicinali che provocavano lo stordimento della vittima.
Una volta che queste ultime perdevano conoscenza procedeva a ripulire l’appartamento.

Il quadro investigativo a questo punto era ben chiaro e delineato.

Non aveva fatto, tuttavia i conti con l’acume e la determinazione investigativa degli uomini del Commissariato di Polizia di Viareggio, che, con certosina pazienza, hanno ricostruito passo dopo passo le mosse di questa insospettabile malvivente.

Gran parte della refurtiva composta da gioielli, orologi ed argenteria è stata recuperata a suo tempo e riconsegnata ai legittimi proprietari.

La donna è stata associata al carcere di Sollicciano a Firenze dove dovrà scontare la pena della reclusione di 3 anni e sei mesi e inoltre pagare una pena pecuniaria consistente nella multa di 2.700 euro.

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