Dopo i rumors Luca Poletti si “svela”: “Mi candido solo se avrò consensi”

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Dopo i rumors di ieri anticipati da Tgregione.it (leggi anche: Elezioni Viareggio, nel Pd spunta il nome di Luca Poletti), ecco Luca Poletti al Principino che si “svela” alla stampa, in una sala affollata anche da altri politici e cittadini.

“Non vi nascondo l’emozione, e anche che mi sono divertito a leggere le antipazioni. Mi presento: ho 46 anni, ho due figli e vivo a Stiava – inizia cosi il discorso e prosegue a ruota libera -: “Perito elettrotecnico, ho lavorato in fabbrica prima come operaio e poi come tecnico e commerciale. Dal 2001 sono un artitgiano. La politica, per me, è una passione e nel tempo ho avuto l’onore di ricoprire tanti incarichi, sia nel partito dove ho militato per diversi anni, ma ho sempre fatto il politico pur lavorando. A livello amministrativo sono stato consigliere, capogruppo e anche assessore a Massarosa. Poi, nel 2009, nonostante la proposta di Franco Mungai di fare il vice sindaco ho rifiutato, per voglia di “staccare”, e fare altre esperienze. Attualmente sono presidente provinciale della Cna, che a Lucca ha 2300 iscritti. Più sconfitte che successi? Lo valuterete voi. Unica cosa certa che nella mia vita ho fatto tante cose, considerando la politica come servizio civico. Iscritto al Pd, ma ormai da anni inattivo politicamente, a ottobre scorso fui contattato dal commissario del Pd viareggino Giuseppe Dati, per uno scambio di idee e secondo lui sarei stato utile alla città. Per motivi familiari, e lavorativi, dissi subito che non avrei potuto. Fu scritto che mi sarei candidato e risposi che non era vero, ma poi è stato un crescendo di interessi su di me. “Luca, perché non ci provi?” , mi dicevano in tanti. E da qui, fino agli ultimi giorni, con notti insonni, domenica ho deciso di prendere una iniziativa, informandone la direzione del Cna. Stamattina sono qui da solo, per comunicarvi che mi prenderò due settimane di tempo per valutare se la mia eventuale candidatura sia gradita. L’unica che cosa che voglio è costruire un percorso con tutti, non voglio assolutamente che una mia candidatura venga considerata una imposizione. Questa mia iniziativa dovrà essere valutata dallo stesso Giuseppe Dati. Viareggio è un Comune in dissesto, con tutto quello che comporta, è una città dove la illegalità è diffusa. La manifestazione dello scorso 14 novembre, all’indomani della grave aggressione in Darsena, quella che ha portato alla morte di Manuele Iacconi, ne fa prova di quanto i cittadini chiedano a gran voce di riprendersi la città. A Viareggio spesso ci si parla tra sordi, qui invece serve coesione. Una campagna elettorale basata sulle promesse non mi sta bene. Voglio, se mi candiderò, parlare con tutti: il sindaco uscente, Leonardo Betti, tutti i partiti e le liste civiche viareggine, e se possibile anche con il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Il dissesto è grave. Solo dopo aver verificato tutto, e soprattutto se avrò l’appoggio di tutti, mi candiderò. Altrimenti non se ne farà di nulla. Permettetemi, infine, una parentesi su mia moglie Giancarla, visto che è stata citata dalla stampa proprio ieri: siamo due persone diverse, con due teste diverse, con due modi diversi di intendere la politica e in questa eventuale mia candidatura lei non c’entra niente. Io inizio un cammino, sperando di avere la forza di portarlo avanti, solo per capire avrò consensi. Oggi mi preme dirvi che il mio percorso sarà trasparente”.

Un monologo, quello di Luca Poletti, che al Principino si è presentato da solo, senza i vertici del Pd. Per ora, quindi, nessuna candidatura. Se ne riparlerà tra 15 giorni. Ma nel frattempo sono tre i fronti su cui intende muoversi in queste due settimane: “Ascoltare: intendo ascoltare tutti i soggetti delle varie associazioni e capire cosa pensano perché l’ascolto è alla base di una ripartenza, e chiedere anche un loro coinvolgimento. In molti casi ho notato a Viareggio un dibattito tra sordi e questo è uno dei mali della città. Studiare e conoscere: voglio verificare attentamente la situazione dell’ente nella sua complessità: dalla situazione finanziaria, quella del personale delle partecipate, delle fondazioni, e quanto necessario a poter dire cosa concretamente si può fare, in che modi e tempi per non fare una campagna di vane promesse di cui Viareggio non ha bisogno. Su questo intendo incontrarmi, se sarà possibile, ma sono convinto di si, con Il Commissario Romeo, i rappresentanti delle fondazioni e con tutti i soggetti che mi possono fornire informazioni, compreso l’ultimo sindaco della città, Leonardo Betti. Consultare: consultare le forze politiche ovviamente in primis il PD ma anche le liste civiche e i movimenti, in modo da delineare un quadro politico di una possibile coalizione ampia e coesa; intendo anche consultare le istituzioni superiori, in particolare la Regione e i parlamentari al fine di capire quali impegni seri possono essere presi per Viareggio. Penso che l’impatto del dissesto sulle tasche dei cittadini sia troppo pesante e rischia di compromettere la tenuta sociale della città”. E solo dopo aver verificato tutto questo, potrà dire se ci saranno o meno le condizioni in città per avanzare una candidatura. “Ho voluto fare questo passo – aggiunge Poletti –  per evitare il più possibile polemiche e dietrologie e evidenziare pubblicamente un percorso trasparente, in modo che tutti si possano esprimere pubblicamente. Naturalmente altri potranno fare altrettanto, se vorranno. Se questo consenso non ci sarà o non sarà possibile realizzare un progetto sufficientemente ampio e soprattutto coeso nei programmi e nelle scelte, rimarrò a fare quello che faccio ora, comunque con grande soddisfazione. Vorrà dire che mi sono fatto una bella esperienza e magari potrò aver contribuito a definire meglio il quadro politico generale”.

“E’ marito di Giancarla Mei braccio destro di Dati nel commissariamento del Pd viareggino… ma tutto questo non c’entra nulla con la sua candidatura a sindaco di Viareggio perchè potrebbe fare una lista civica, ovviamente appoggiata dal Pd – commenta Rossella Martina, presente alla conferenza stampa -: “Lo deciderà tra due settimane, dopo aver fatto un “percorso” (parola ripetuta 163 volte durante la conferenza stampa). Luca Poletti, elettricista, artigiano in proprio, si è presentato da solo con tre cartelline dattiloscritte che ha letto con calma ai giornalisti svelandoci la sua intensa biografia (momento clou l’incontro con la moglie al Cavalluccio “parlando di politica”) e annunciando che dopo aver detto che non si sarebbe candidato a sindaco, ci ha ripensato grazie a un numero sorprendente di persone che lo hanno sollecitato a entrare in campo. Non sa a quanto ammonta il debito del Comune di Viareggio, non ha letto la relazione del Mef né quella del dissesto ma ha promesso che lo farà nei prossimi quindici giorni. Il tempo che si è dato per sciogliere la riserva e candidarsi “a nome di nessuno” come ha ripetuto più volte. Il Pd viareggino manda allo sbaraglio questo giovane uomo palesemente non adatto al ruolo, lo mette nel tritacarne con l’astuta intenzione di fare una lista civica guidata da un iscritto al Pd da trent’anni, e spera così di turlupinare gli elettori. Non ci sono parole”.

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