Dopo il tallio anche l’amianto, i Grillini: “Occorre una commissione di inchiesta”

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PIETRASANTA – Dopo il tallio, anche l’amianto. E sulla vicenda interviene anche il Movimento 5 Stelle Versilia Storica con un comunicato stampa che pubblichiamo integrale: “È notizia appresa oggi sugli organi di stampa che una porzione dell’acquedotto in Versilia è stato a suo tempo costruito in amianto-cemento.Gaia e ASL hanno commentato la “scoperta” spiegando che l’amianto – il cemento era molto utilizzato negli anni 60, che solo successivamente (negli anni ’90) ne è stata scoperta la nocività e da allora né è stato vietato l’utilizzo per la costruzione di tubature. Nonostante questo, non c’è la necessità di provvedere alla sostituzione di tali tubature perché non vi sono prove della dannosità dell’amianto ingerito tramite l’acqua.Le spiegazioni di GAIA e ASL lasciano francamente interdetti. Delle due l’una: o l’amianto ritentuto talmente pericoloso da vietarne l’uso per le condutture idrauliche, ma allora quelle scoperte in Versilia debbono essere necessariamente e tempestivamente sostituite, oppure il materiale in questione non è pericoloso, ma allora non si vede per quale ragione è stato disposto il divieto di utilizzarlo per le condutture idriche.Ancora una volta, le spiegazioni di GAIA non convincono.Il Meetup Amici di Beppe Grillo Versilia Storica, da sempre attento ai temi dell’ambiente e della salute pubblica, ritiene che le recenti scoperte fatte sulla qualità dell’acqua in Versilia e sui materiali utilizzati per la costruzione delle condutture necessitino di essere adeguatamente chiarite da organismi terzi e imparziali. Il Movimento 5 Stelle Versilia Storica quindi, invita il comune di Pietrasanta ad attivare una commissione di inchiesta, composta da tecnici qualificati ed imparziali, che svolga una due diligence ambientale sullaqualità dell’acqua in Versilia e sulla concentrazione di sostanze nocive, valutando altresì leconseguenze derivanti dall’uso di tale acqua in ambito domestico e agricolo.Diversamente da quanto sostiene GAIA e ASL, infatti , l’ingestione d’amianto ( ad esempio attraverso l’acqua potabile contaminata ) può provocare un cancro gastro-intestinale e almeno uno studio ha evidenziato un rischio maggiore derivante da concentrazioni anormalmente elevate di amianto ingerite attraverso l’acqua potabile”.

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