Edilizia, Di Beo: “Sosteniamo la denuncia di alcuni torrelaghesi, ci vogliono risposte”

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TORRE DEL LAGO – Riceviamo e con piacere sosteniamo, la denuncia di alcuni cittadini della frazione di Torre del Lago, che lamentano una incomprensibile distanza fra i piani alti del Comune di Viareggio e la cittadinanza. Le dinamiche non ci raccontano nulla di nuovo, i cittadini chiedono ripetutamente, da mesi, di parlare con il Sindaco o con alcuni dei suoi assessori e la risposta che viene data loro è che con “Re Giorgio” e, nello specifico, con l’assessore all’urbanistica Pierucci, non si può parlare. Evidentemente il Sindaco non ha tempo per i suoi cittadini. Viva il“nuovo che avanza”.

Lo scrive, in una nota, Michelangelo Di Beo di Unione Inquilini:

“Per venire alla sostanza – spiega – questi cittadini sono i proprietari di abitazioni che nel 74’ erano state costruite tramite la gestione dalle cooperative che facevano capo alle legge 167, agglomerato di norme che permetteva alle cooperative e ai soci che ne facevano parte, di richiedere terreni al Comune per potervici costruire nuove case. Questi immobili furono costruiti su tutto il territorio viareggino (Campo d’Aviazione, Torre del Lago, Varignano) e gli inquilini, nel tempo, chiesero al Comune di poter apportare qualche modifica, ricevendo la classica risposta che si dava un tempo : “costruisci pure basta che stai nei limiti previsti”. Queste risposte ci hanno abituato per decenni ad assistere all’avanzamento dell’abusivismo edilizio che caratterizza una grossa percentuale della nostra città, ma a dover fare anche le dovute differenze tra chi si è limitato ai consigli riferiti dall’allora giunta comunale, da chi, “ricevendo un dito si è preso un braccio”. Ad oggi questi inquilini si vedono ricevere multe, denunce e possibili esposti per colpa di chi si è allargato troppo, ma nonostante riconoscano il loro sbaglio nel fare le modifiche senza farsi firmare permessi dal Comune, non riescono ad aprire un tavolo di confronto con l’amministrazione per discutere di un fattore che è fortemente intrinseco nella nostra città e che non può essere risolto con superficialità e menefreghismo. La percezione della giustizia sociale si ha quando tutti vengono trattati in egual misura con rispetto ed umanità, la volontà di pagare le multe da parte di questi cittadini è indubbia, ma non ci si spiega come mai ad alcuni si e ad altri no, forse il Comune ha paura di mettere mano a decenni di inadempienze e di far scoppiare un polverone che non sarebbero in grado di gestire ? Forse si scoprirebbe molta di quella polvere riposta sotto il tappeto della macchina comunale che nessuno ha il coraggio pulire ? Chiediamo che si diano solamente risposte ai cittadini e che le porte della casa comunale siano sempre aperte al confronto e al dialogo, altrimenti quelle porte ce le apriremo da soli”.

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