Elezioni annullate, l’8 settembre il Consiglio di Stato: “L’evidente sapore politico dell’intervento ad adiuvandum”

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VIAREGGIO – Giovedì mattina – l’8 settembre, come è noto –  inizierà, avanti il Consiglio di Stato a Roma, anche il processo di appello sulle elezioni di Viareggio, promosso da alcuni ex Consiglieri Comunali che sostenevano la Giunta Del Ghingaro decaduta a seguito della sentenza del Tar Toscana del 12 luglio scorso che ha annullato il procedimento elettorale del 31 maggio 2015 a causa dell’accertata sparizione sia di 675 schede elettorali vidimate e non utilizzate che di una ulteriore scheda elettorale effettivamente votata (dove il Tar afferma che “la non corrispondenza del numero dei votanti e schede scrutinate appare sintomatica, unitamente all’incredibile balletto in ordine al numero dei votanti, di una complessiva inattendibilità dell’esercizio del voto e dello scrutinio nella sezione”), oltre ad altre diffuse irregolarità.

“Dico finalmente perchè questo legittimo accertamento che è sacrosanto per tutti i cittadini che hanno diritto a vedersi garantiti i propri diritti costituzionali fondamentali (chi lo mette in dubbio o è solo un tifoso da stadio con il prosciutto sugli occhi o meriterebbe per davvero di provare cosa significa non avere il diritto di votare), è bene che termini il prima possibile nell’interesse della città e della corretta e celere verifica definitiva di quanto accaduto”, scrive in una nota l’avvocato Massimiliano Baldini: ” Sia chiaro, per noi la sentenza del Tar Toscana ha colto pienamente nel segno quando ha affermato che “siamo in presenza di un quadro assolutamente opaco in ordine alle modalità nelle quali si è svolta la competizione elettorale” e le elezioni di Viareggio dell’anno scorso vanno rifatte perchè quanto accaduto non dà certezza dello svolgimento corretto del procedimento elettorale e quindi di chi aveva diritto a partecipare al ballottaggio con tutto quanto ne consegue.
E, si badi bene, non solo dal punto di vista giuridico, del rispetto del diritto elettorale, ma anche dal punto di vista matematico perchè la differenza di soli 27 voti con il secondo e la possibilità di potersi avvalere, una volta al ballottaggio, da parte del sottoscritto, almeno dei 3.572 voti di Forza Italia (per non parlare di tutti coloro, tanti, che avrebbero votato chiunque piuttosto che Del Ghingaro) avrebbe lasciato la partita del tutto aperta ed, a mio avviso, con notevoli possibilità di successo da parte nostra. Stia tranquillo “chi strilla furbescamente” sui social pensando di prendere in giro i cittadini elettori non addentro alle norme di legge, chi fa finta di non aver letto la sentenza tanto chiara quanto durissima su ogni singolo aspetto ! Tempo al tempo, ci sarà modo, quando sarà il momento giusto ed opportuno, anche di accertare eventuali aspetti penali e dirette responsabilità di chi ha sbagliato. Non sono certo io quello che si è tirato indietro dal chiedere di sapere chi ha sbagliato, come, ad esempio, in Consiglio Comunale per quanto riguarda i responsabili del dissesto !
Vedremo, il tempo è galantuomo! Intanto si comincia, come è consuetudine, con il discutere la richiesta di sospensiva della pronuncia di primo grado avanzata da chi vorrebbe riportare in Comune l’ex Sindaco. Mi auguro, anche dal punto di vista politico, che ciò non accada perchè, vista la vicenda che ha coinvolto l’ex assessore Pesci portato a Viareggio da Del Ghingaro e le perplessità circa “I Care” ed Anci Innovazione, in un momento così delicato mi sento più garantito dalla gestione del Commissario Prefettizio. Ma, in questo processo, vi è un elemento di novità rispetto a quello svolto avanti il Tar Toscana.  La novità consiste nella costituzione in giudizio del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che si è apertamente schierato a sostegno delle ragioni del “team Del Ghingaro”, rimanendo istituzionalmente indifferente verso le pesantissime violazioni che il Tar Toscana ha accertato riguardo la legalità delle scorse elezioni viareggine .
Una costituzione, nella forma dell’intervento “ad adiuvandum” che, a nostro avviso, non solo è processualmente illegittima ma rappresenta “un’entrata a gamba tesa” dall’evidente sapore politico.
Non vi erano ragioni sotto nessun profilo che giustificassero questa presa di posizione da parte della Regione Toscana e bene hanno fatto i Gruppi Consiliari Regionali a chiederne anche la verifica alla Corte dei Conti. Fino ad oggi la questione era stata mantenuta, da noi per primi, nel rigido alveo degli schemi processuali di diritto e, ad onor del vero, così aveva fatto anche lo stesso PD locale, dimostrandosi intelligente e lungimirante. L’intervento di Rossi – candidato alla Segreteria Nazionale del PD ed aperto sostenitore di quel Giorgio Del Ghingaro già estromesso dal processo di primo grado perchè tardivo nel costituirsi – sbagliato da qualunque punto di vista lo si guardi, appesantisce la vicenda, e non poco, di un connotato politico di parte che non ci piace proprio per niente.
Attendiamo l’esito del giudizio con la medesima fiducia di sempre ma rimaniamo guardinghi verso la mossa del governatore toscano che, per pressochè unanime opinione, è stata gravemente inopportuna quanto largamente evitabile”.

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