Elezioni annullate, nessuna sospensiva: il Consiglio di Stato fissa l’udienza di merito

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Nessuna sospensiva relativamente alla sentenza del Tar Toscana che lo scorso 12 luglio ha annullato le elezioni di Viareggio: il Consiglio di Stato ha fissato l’udienza di merito per il prossimo 20 ottobre. Data, questa, per la quale è anche prevista la sentenza, per cui pare improbabile che al CdS ci sia anche la fase istruttoria. Ulteriori memorie, questa mattina, sono state escluse da parte dei giudici romani, in accordo con le parti, il che significa che per la decisione finale è sufficiente quanto già prodotto agli atti. Il Commissario Prefettizio, Fabrizio Stelo, resta quindi alla guida del Comune: se Il Consiglio di Stato respingerà i ricorsi rimarrà fino a nuove elezioni, se invece la sentenza del Tar verrà riformata, Giorgio Del Ghingaro, Giunta e Assise, saranno di nuovo in carica. Tra le ipotesi anche quella di una riforma parziale della sentenza del Tar Toscana, con votazione da ripetere limitata alle sezioni 2 e 28.

“Sono estremamente soddisfatto dell’esito dell’udienza odierna al Consiglio di Stato – commenta a caldo appena uscito dall’aula Massimiliano Baldini –  e ringrazio l’avvocato Carlo Andrea Gemignani per la professionalità e la capacità con la quale difende le nostre ragioni. L’efficacia della sentenza del Tar Toscana non e’ stata sospesa e, a brevissimo, avremo la sentenza definitiva. Buon lavoro Commissario Stelo”.

A chiedere il cautelare era stato, nel ricorso steso dall’avvocato fiorentino Valerio Pardini, l’ex consigliere comunale Gabriele Tomei ( LEGGI QUI L’ATTO: il ricorso consiglio di stato ), ma al CdS ha prevalso il merito, preferendo rinviare il “pacchetto” Viareggio ad altra data, molto vicina, dove verrà discusso anche il ricorso presentato da Davide Zappelli con l’avvocato Gallo di Torino ( LEGGI ANCHE: “La sentenza del Tar è sbagliata”, anche Zappelli fa .), l’appello incidentale degli altri consiglieri, tutelati dal professor avvocato Cerulli ( LEGGI ANCHE: Elezioni annullate, appello incidentale al Consiglio di Stato: in cinque … ) e verrà deciso della ammissibilità, o non, dell’intervento ad adiuvandum del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ( LEGGI ANCHE: Elezioni viareggine annullate, Enrico Rossi fa ricorso al Consiglio di …. ). Questa, del rinvio, come scritto ieri da TGregione.it, era una delle ipotesi ( LEGGI ANCHE: Elezioni annullate, domani è il giorno del Consiglio di Stato  ). I giudici del Cds dovranno ora esaminare i ricorsi dei ricorrenti, che, come scritto, avevano chiesto, oltre ad una nuova istruttoria per ricercare le famose 675 schede vidimate e non votate sparite nel nulla, anche la parziale o totale riforma della sentenza del Tar. Massimiliano Baldini, dal canto suo, con il suo legale, ha presentato ben 5 ricorsi diversi per difendere quanto disposto dai giudici fiorentini che nel loro disposto avevano annullato totalmente la tornata elettorale del 2015 per irregolarità procedurali, come confermate dalla Prefettura di Lucca, alla quale il Tar aveva delegato le verifiche e i riconteggi, giudicate di tale gravità da non poter essere ignorate. Molte le motivazioni che avevano portato il Tar alla decisione dell’annullamento delle elezioni: “La relazione finale della verificazione depositata dalla dottoressa Sabatina Antonelli in data 14 aprile 2016  – si legge nella sentenza – ha evidenziato, relativamente alla sola sezione numero 2 (le altre sezioni sottoposte a valutazione non hanno evidenziato anomalie al proposito) una grave violazione relativa alle schede autenticate e non utilizzate. A questo proposito la giurisprudenza assolutamente incontroversa del giudice amministrativo appare attestata su un percorso ricostruttivo che riconosce all’irregolarità consistente nella mancata verbalizzazione del numero delle schede autenticate ma non utilizzate valore invalidante del voto, nelle sole ipotesi in cui non risulti possibile ricostruire, comunque, il dato mancante e quindi l’esatto svolgimento delle operazioni di voto”. Che tradotto in altre parole significa che l’impossibilità di accertare il numero dei votanti rispetto agli iscritti per la mancata verbalizzazione di 675 schede autenticate e non votate farebbe cadere la regolarità dell’intera procedura elettorale anche se riguardante una sola sezione e anche se non andrebbe a inficiare il possibile “gap” fra il secondo arrivato, Baldini o Poletti e il sindaco risultato eletto, Giorgio Del Ghingaro. Un annullamento, quindi, che non si era limitato alla sola sezione 2: “La Sezione deve rilevare – proseguiva la sentenza – come il notevole numero delle schede mancanti nella sezione 2 (675 su 791) e le particolari modalità della “scomparsa” delle schede elettorali (il fatto inspiegabile che siano state conservate solo 116 schede esclude, infatti, che possa essersi trattato di un banale errore in ordine alle modalità di conservazione delle schede autenticate e non utilizzate, come, del resto, ulteriormente accertato dalla verificazione disposta dalla Sezione, che ha definitivamente escluso che le schede mancanti possano essere state semplicemente inserite nella busta 3R, relativa alle elezioni regionali svoltesi in pari data, piuttosto che nella busta 3C, relativa alle elezioni comunali, come avrebbe dovuto essere) escludano ogni possibilità di limitare l’annullamento, alle operazioni di voto relative alla sola sezione 2”. Altre irregolarità “minori” erano state riscontrate nella sezione 28: “Con riferimento alla sezione 28 – scrivevano i giudici fiorentini- la relazione finale depositata dalla dottoressa Sabatina Antonelli in data 14 aprile 2016 ha, infatti, evidenziato una sostanziale discrepanza del numero degli elettori votanti che risulta determinato nel numero complessivo di 576 (296 maschi e 280 femmine) nelle liste sezionali e di 575 (296 maschi e 279 femmine) nei verbali di sezione; risulta pertanto evidente come risultino 575 schede votate a fronte di 576 votanti”. Quindi,  anche se per una sola scheda mancante, il quadro ricostruito è quello “di una complessiva inattendibilità dell’esercizio del voto e dello scrutinio nella sezione 28 che impone la rinnovazione delle operazioni di voto, anche indipendentemente da quanto rilevato (…) con riferimento alle operazioni di voto di tutte le sezioni”.  L’atto annullato fu la “proclamazione dei risultati dell’elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale di Viareggio in data 18 giugno 2015, svoltesi domenica 31 maggio 2015 (primo turno) e domenica 14 giugno 2015 (turno di ballottaggio), all’esito della quale è risultato eletto alla carica di sindaco il signor Giorgio Del Ghingaro”. Il ricorso al Tar, come noto, fu presentato dal candidato escluso dal ballottaggio per una manciata di voti – 27 -, avvocato Massimiliano Baldini.

“Accogliamo con soddisfazione la decisione del Consiglio di Stato perché consentirà alla città e a noi tutti di continuare a lavorare in quel clima di serenità, discrezione e concretezza che si è instaurato a Viareggio, con l’arrivo del commissario prefettizio Fabrizio Stelo e dei suoi collaboratori – commenta Alessandro Santini, coordinatore di Forza Italia: ” Il nostro percorso di chiarezza fin qui intrapreso, su situazioni passate, presenti e future, proseguirà invariato, di supporto e concerto all’amministrazione commissariale. In attesa della sentenza di merito, prevista a fine ottobre e nella speranza che il “Del Ghingaro fans club” si decida a lavorare davvero per il bene di Viareggio e Torre del Lago Puccini”.  “I Liberali di Viareggio – aggiunge Paolo Tambini – prendono atto del parere del Consiglio di Stato che conferma, in attesa dell’ udienza finale del 20 ottobre, il Commissario prefettizio Fabrizio Stelo alla guida dell’ Amministrazione comunale di Viareggio. E’ una decisione giusta ed attesa, anche perchè Stelo sta operando bene, con intelligenza e professionalità, in una situazione di estrema gravità che ogni giorno scopre l’ assoluta incapacità di governare dell’ amministrazione appena defenestrata da una giusta ed elaborata sentenza del TAR, mentre, speriamo ultimo, emerge, nota di ieri, il dovuto arretrato pagamento, per errori amministrativi, del garage dei Vigili Urbani. Attendiamo in serena attesa il 20 di ottobre con la speranza che il Consiglio di Stato metta la parola fine a questo periodo delghingariano che la città di Viareggio, sia pure faticosamente, vuole dimenticare. Poi ci penserà la Magistratura e la Corte dei Conti a verificare da dove è venuto il dissesto e a stabilire se le 675 schede scomparse e le altre marachelle furono errore o dolo”. “La notizia della mancata sospensiva e dell’anticipo al 20 ottobre prossimo dell’udienza di merito è una buona cosa per Viareggio che non ha bisogno di ulteriori incertezze – commenta il segretario del Pd Filippo Guidi -:”Auguriamo buon lavoro al commissario prefettizio dottor Stelo e lo ringraziamo per tutto quello che ha fatto fino ad oggi per la città di Viareggio”.

 

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