Emiliano Favilla rinviato a giudizio per diffamazione

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VIAREGGIO – Rinviato a giudizio il consigliere comunale della Federazione della Sinistra, Emiliano Favilla. A far scattare l’atto giudiziario, e perciò la necessità di istruire un processo è stata la decisione del giudice di Lucca di accogliere le richieste della avvocato di Filomena la Pietra, il dirigente scolastico al centro di una polemica, negli scorsi anni, che portò anche alla costituzione di un comitato di cittadini per la sua rimozione. Ed è proprio il  “Comitato Stop all’età de La Pietra” ha rende noto le decisioni di oggi del tribunale lucchese:  “Come molti sanno Favilla è stato querelato da La Pietra per diffamazione poichè quanto da Favilla denunciato con comunicati a nome del Comitato Stop all’età de La Pietra ha portato ad indagini che hanno evidenziato una gestione piuttosto discutibile da parte de La Pietra delle scuole che la stessa dirigeva”. Anche oggi, per la terza volta, il PM ha proposto l’archiviazione in quanto Favilla ha solo riportato fatti a lui riferiti da studenti, genitori e personale docente e ATA delle scuole coinvolte nei fatti, senza alcuna intenzione diffamatoria ma solo per invitare gli organi preposti a fare luce attraverso opportune indagini. Indagini che peraltro sono state poi effettuate rilevando alcune effettive responsabilità a carico della dirigente.
L’avvocato Guerra, difensore de La Pietra, si è opposto all’archiviazione, chiedendo un rinvio a giudizio del Favilla per calunnia e diffamazione.  L’avvocato Antonini, difensore di Favilla, se pure favorevole all’archiviazione non ha potuto far altro che prendere atto della decisione del giudice il quale ha deciso di accogliere la richiesta dell’Avvocato Guerra ritenendo a questo punto opportuno che la sentenza finale sia decisa a termine di un processo e sentite le varie testimonianze.Il comitato Stop all’età de La Pietra e tutti i cittadini a vario titolo coinvolti nei fatti di cui si sta da anni discutendo ed indagando danno piena solidarietà a Emiliano Favilla che, del tutto gratuitamente e senza alcun interesse personale se non quello di una scuola funzionale e funzionante, si è impegnato affinché le istituzioni competenti facessero chiarezza ed intervenissero per bloccare soprusi e angherie subite da studenti e lavoratori e per bloccare l’utilizzo discutibile del denaro pubblico di tutti i contribuenti”.

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