Estate 2014, Daddio: “Tra un’accoltellamento, un furto e abusivi a vendere al turista che non c’è”

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Versilia, terra di mare sempre più’ buia. Un’ estate quella 2014 all’insegna dell’ austerity. Un estate con lacune enormi di presenze su tutta la costa e nell’entroterra.

“Siamo di fronte ad una svendita e ad una dequalificazione della nostra tipicità turistica, in balia di un turismo che non ha più né una programmazione temporale, né un’ identità che permetta di collocarci in uno specifico target a livello nazionale”. E’ questo il commento di Marco Daddio, titolare di uno stabilimento balneare sulla Passeggiata di Lido di Camaiore, postato sul suo profilo Facebook all’indomani del fatto di sangue (Sangue in Passeggiata, spunta un coltello )  avvenuto a due passi dalla sua attività-:” Una volta i 4 comuni rivieraschi avevano ognuno una loro prerogativa che andava da un turismo giovane e divertente, ad un turismo benestante ed elitario, ma che poi nella notte si fondeva in un’ unica movida che portava a quelle interminabili code notturne sui viali a mare, antipatiche, ma che rappresentavano un segnale di vita e appeal per la Versilia. Segnali che oggi non arrivano più, vuoi per la crisi economica, vuoi perché la nostra terra non ha saputo affrontare i cambiamenti radicali delle esigenze turistiche, ti questi ultimi 3 – 4 anni. Non abbiamo più’ appeal nei confronti dei giovani, proprio perché’ non offriamo alternative turistiche alle sole iniziative personali degli addetti ai lavori, sia nel diurno che nel notturno. Mancano infrastrutture che accolgano giovani e famiglie, come il famigerato e decantato da anni acqua park, come un’ area per concerti all’aperto, come la grande utilità destagionalizzante che potrebbe avere un centro congressi\fieristico, utile a potenziare l’indotto turistico invernale. Segnali che la politica locale in questi anni non e’ mai riuscita a dare, vivendo sugli allori del nostro clima particolare, sulla tipicità unica del nostro entroterra, e pensando e sperando che estero e riviere italiane concorrenti la nostra, non percepissero il cambiamento dei flussi turistici. Quindi ci troviamo ad affrontare un turismo dell’ultim’ora, privo di una programmazione e soprattutto povero di una sua identità. Un turismo fatto di pacchetti turistici dell’ultim’ora, frutto di una mancanza di comunicazione e pubblicità, di una promozione univoca del territorio, ma soprattutto povero sia dal punto di vista economico che culturale.
Siamo di fronte ad un futuro della costa Versiliese, ricco di buoni propositi, ma per niente concreto, figlio anche di regole anacronistiche e burocratiche dettate dalla politica. L’inventiva dei privati, delle categorie economiche, turistiche e commerciali si scontra di fronte a muri insormontabili, che regioni come l’Emilia Romagna, le Marche, il Veneto hanno leggermente abbattuto. La Toscana latita, non approfitta di un aeroporto come quello di Pisa che potrebbe essere un bacino di utenti impressionante.  Cosi a quasi due mesi dalla fine di questa stagione 2014, ci ritroviamo con un pugno di nonni e bambini lasciati dai genitori nel parco giochi della versilia, dove tutto e’ permesso tranne la crescita del territorio”

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