Fa causa a 6 medici: richiesta di risarcimento respinta, e condanna al pagamento delle spese

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VERSILIA – La vicenda risale ad alcuni anni fa: una paziente, a distanza di tempo da una breve degenza nel reparto di Psichiatria dell’Ospedale Unico “Versilia”, per un Tso, aveva denunciato il primario, professor Mario Di Fiorino, insieme ad altri colleghi. Un’ accusa relativa al trattamento sanitario obbligatorio, firmato dal sindaco e da un dottore, dopo l’intervento del 118 nella abitazione della donna, ai farmaci ansiolitici e anti depressivi somministrati, e al trattamento durante la degenza che la paziente, difesa dall’avvocato fiorentino Enrico Del Core, ministro della Chiesa Scientology, aveva rivolto contro ben sei medici chiamandoli in causa per ottenere, in sede civile, il risarcimento dei presunti danni. La sentenza del Tribunale di Lucca, però, non solo ha scagionato i professionisti della Asl 12, respingendo le richieste avanzate,  ma condannando la paziente che aveva intentato la causa a pagare le spese giudiziali per diverse migliaia di euro. Il giudice, nella sentenza, ha esaminato in particolar modo la posizione del professor Di Fiorino, responsabile dei Reparto di Psichiatria dell’Ospedale Versiila: “Anche se in maniera non esplicita – si legge nell’atto – l’attrice sembra imputare al predetto di averle prescritto, af momento della dimissione, di assumere un farmaco  non idoneo, che le avrebbe provocato disturbi. Il farmaco in esame era stato somministrato durante il ricovero della donna senza che si manifestasse alcun effetto collaterale né tanto meno reazioni dìstoniche acute. Quanto affermato in senso contrario dall’attrice, nel corso dell’interrogatorio libero, è palesemente inattendibile, perché in contrasto con le deposizioni testimoniali e con le dichiarazioni dei convenuti, oltre che mai sostenuto negli scritti difensivi della paziente”. Quindi, come per gli altri medici, anche nei confronti del professor Di Fiorino sono mancati completamente i profili di responsabilità, non risultando minimamente provato l’addebito”.

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