Falso ideologico, condannato l’ex comandante della Polizia Municipale

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) –  E’ stato condannato questa mattina Vincenzo Strippoli. Una condanna – per fatti avvenuti quando lo stesso era comandante della Polizia Municipale e relativi all’acquisto di mezzi per i vigili urbani subito dopo la strage di Viareggio del 29 giugno 2009 -, quella inflittagli dal giudice del Tribunale di Lucca, ad un anno di reclusione e di interdizione dai pubblici uffici nonché a pagare 20 mila euro di provvisionale nei confronti dell’ente oggi commissariato da Valerio Massimo Romeo. Un acquisto di auto e moto per 236 mila euro, per il quale indagò la Guardia di Finanza direttta dall’allora comandante Pasquale Arena il motivo per il quale Strippoli è finito alla sbarra, e che provocò, all’epoca, una querelle politica tra opposizione e maggioranza targata Lunardini. Belle, fiammanti, addirittura con la targa personalizzata dalla scritta Polizia Locale, le nuove auto dei Vigili Urbani arrivavarono nel settembre 2010. E il fatto non era passato inosservato a nessuno, meno che mai ai capogruppo consiliari dell’opposizione Miliziade Caprili e Antonio Batistini, che erano rimasti alla notizia che il Sindaco aveva ritirato l’autorizzazione all’acquisto di queste automobili, acquisto che sarebbe stato impudicamente imputato alle risorse messe a disposizione dopo la strage del 29 giugno. L’ordinanza 54 del 5 luglio 2010, quella per l’acquisto dei mezzi della Polizia Municipale, alla quale fece seguito il 27 dello stesso mese una determina firmata da Vincenzo Strippoli per un un acquisto complessivo di auto e moto per oltre 236mila euro, fu revocata il 4 agosto. Nell’ordinanza Lunardini dava mandato di procedere agli acquisti motivando l’esigenza del rinnovo del parco mezzi con il fatto che “ il continuo impiego, in condizioni di difficoltà di circolazione e nell’intero arco delle 24 ore per un’intera settimana degli autoveicoli e dei motoveicoli in dotazione al corpo di polizia municipale, collegato alle esigenze continue di intervento prodotte dall’evento catastrofico del 29 giugno, ne ha prodotto un accentuato e avanzato stato di consumo ed usura”. Il 4 agosto, quando la notizia dell’arrivo di Claudio Martini come commissario ad acta era ormai vox populi vox dei, l’ordinanza de quo veniva revocata, con la motivazione che era stata “assunta sulla base di effettive esigenze di integrazione e rinnovo del parco automezzi e che tali esigenze preesistevano all’evento catastrofico e in quanto tali avevano formato oggetto di apposita previsione di spesa nel bilancio comunale”. Ergo il comune avrebbe dovuto procedere, “mediante ricorso ad autonoma ed urgente determinazione dirigenziale e relativi provvedimenti”. Fatto sta che le auto erano arrivate, e di atti nuovi non ce ne furono, cosi come confermato dal direttore generale. “L’esigenza della fornitura era già stata oggetto di un accordo stipulato dall’Amministrazione comunale con le parti sindacali il 10 giugno – si leggeva all’epoca in una nota a firma del Comandante dei Vigili Urbani. “ Prendendo atto dello stato di pericolosità per i dipendenti di 6 autoveicoli e di 8 motocicli in avanzato stato di usura si era concordato il rinnovo del parco macchine della Polizia municipale in parte nel 2009, con stanziamento di 100mila euro nel bilancio comunale, in parte nel 2010,per la restante parte”. Per tutelare la sicurezza dei lavoratori, insomma. “Tuttavia è accaduto che l’intenso utilizzo dei veicoli della Polizia municipale in occasione della fase di emergenza dovuta al disastro ferroviario del 29 giugno 2009, utilizzo per 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, da parte di tutti gli attuali 102 componenti la Polizia municipale, ha accelerato ed aggravato la situazione di malfunzionamento dei veicoli – aveva affermato Strippoli – e il Comando di Polizia Municipale ha quindi sottoposto il proprio parco macchine alla verifica di un meccanico specializzato, il quale, con dichiarazione firmata, aveva attestato che i mezzi ‘si trovano in cattivo stato di conservazione e pertanto non in grado di svolgere i compiti di istituto in perfetta efficienza e pertanto si consiglia il loro rinnovo’”. L’ordinanza di revoca del sindaco , secondo quanto scritto da Strippoli nel comunicato – “ ha confermato gli atti sino ad allora assunti dal Comandante della Polizia municipale. Infatti, in data 7 agosto 2009, tutti i veicoli ordinati il 28 luglio 2009 sono stati consegnati al Comando di Polizia municipale e sono poi stati inviati per il loro allestimento”. Dal caso politico al caso giudiziario, poi, il passo fu breve. Fino ad oggi, giorno della sentenza di primo grado.

“Prendo atto con rammarico – scrive in una nota Strippoli – che il giudice monocratico del tribunale di Lucca non ha compreso le ragioni per le quali io rivendico la mia innocenza dall’ingiusta e inconsistente accusa di falso ideologico per la vicenda dei veicoli della polizia municipale acquistati con procedura in somma urgenza a seguito del disastro ferroviario di Viareggio del 2009. Purtroppo per me mi sono trovato al centro di una situazione che è stata caricata fortemente di connotati politici, che continuano ancora oggi a condizionare e ostacolare un’obiettiva valutazione di quegli eventi. Mi trovo addirittura inflitta una pena pesante (un anno di reclusione e di interdizione dai pubblici uffici, una provvisionale di euro ventimila a favore del comune di Viareggio) che non tiene conto delle valide ragioni esponendo le quali il mio legale, avvocato Emilio Soppelsa, ha chiesto la mia assoluzione piena. Io non dispero – afferma – e annuncio già fin d’ora che, d’accordo con il mio legale, ricorrerò in appello contro questa sentenza sbagliata. Intendo fare piazza pulita delle ignobili accuse che mi hanno perseguitato per anni nonostante il mio infaticabile lavoro per rendere il Corpo di polizia municipale di Viareggio idoneo ad affrontare il gravoso impegno di gestire i soccorsi e il ripristino alla normalità a seguito di quei tragici eventi. Perciò affronterò ancora una volta a testa alta queste accuse, sicuro che alla fine di questo percorso giudiziario le maldicenze rimarranno invece a macchiare coloro che le hanno professate”.

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