Feto morto, parla il primario di Ginecologia: “Evento raro”

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LIDO DI CAMAIORE – La morte del feto in utero a termine di gravidanza rappresenta un evento avverso, conosciuto ma non eliminabile per quanti sforzi si facciano, e si presenta in tutti i punti nascita toscani, italiani e del mondo intero. In attesa del risultato dell’autopsia per il caso di cui Tgregione.it aveva dato notizia la scorsa settimana ( leggi anche: Nessun movimento del feto per 2 settimane, il bimbo era morto) è il primario di Ginecologia del “Versilia”, dottor Giampaolo Cima, che parla: “Fortunatamente l’evento è raro (2-3 per mille nati). Nel nostro ospedale i dati dimostrano una mortalità inferiore alla media nazionale ed in linea con la media regionale che è tra le più basse del mondo. a morte del feto è avvenuta presso il domicilio della gestante mentre la stessa si trovava nella quarantesima settimana più cinque-sei giorni, pertanto prima del compimento della quarantunesima settimana, ovvero del termine di gravidanza. Appare quindi completamente falsa la notizia che il termine di gravidanza fosse passato da 2 settimane. La normale attesa raccomandata e praticata nei punti nascita, secondo le buone pratiche ostetriche, deve superare almeno le 41 settimane e tre giorni. Nella maggior parte dei punti nascita toscani, poi, si attendono le 41 settimane e 5 giorni. Questa scelta dei medici non è arbitraria, ma derivata da linee di comportamento raccomandate dai più importanti organi scientifici mondiali.
L’induzione farmacologica del travaglio rappresenta un’interferenza nella naturalità del parto che deve essere riservata ai casi di gravidanza oltre il termine (cioè dopo la fine della quarantunesima settimana più cinque giorni). Come già detto, in questo caso di cui si discute, tale termine non era affatto scaduto. In realtà prima di proporre l’induzione si doveva attendere ancora qualche giorno(da quattro a sei). Pertanto, se i medici avessero proposto o addirittura effettuato l’induzione del parto più precocemente avrebbero compiuto un atto  non conforme alle indicazioni scientifiche correnti. Invito pertanto i cittadini a diffidare di notizie infondate e false, anche se diffuse in buona fede, che possono generare pericolose diffidenze, del tutto immotivate, nei confronti della nostra struttura sanitaria che, invece, statistiche alla mano, offre un’assistenza sanitaria di eccellenza. Allo stesso modo chiedo agli organi di stampa di riportare le notizie con massima accuratezza, soprattutto trattandosi di temi tanto delicati. Ricordo che  sono sempre stato disponibile a rilasciare verifiche e commenti, quando richiesti. Infine, ma non ultima nel mio sentire, colgo l’occasione per esprimere la mia personale vicinanza, e quella di tutta la nostra struttura sanitaria, alla famiglia colpita da così grave lutto”.

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