Forno Crematorio a Massarosa: “Perchè?”

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MASSAROSA – Sulla stampa, e sui social network infuria da qualche giorno, la discussione inerente la volontà, espressa dalla giunta comunale di Massarosa, di realizzare un forno crematorio in zona piscina a Massarosa, precisamente dietro al cimitero, addossato lato mare alle colombaie esistenti. Praticamente a poche decine di metri dalla piscina, dal polo scolastico, dal parco pubblico Nassirya e infine dallo stadio.  “E’ difficile ignorare che un impianto di questo genere, ha ricadute pesanti in termini di inquinamento sul territorio – commenta il consigliere grillino Samuele Marsili -, analisi compiute su siti simili hanno infatti dimostrato importanti emissioni di sostanze inquinanti.   Ad Arezzo è stato vietato il consumo di verdura coltivata nei pressi del forno crematorio, sarà quindi la fine degli orti di Massarosa? E ai nostri polmoni, qualcuno ha pensato? In Germania le norme cimiteriali sono molto più restrittive delle nostre e a parte livelli di emissioni più bassi, prevedono zone di rispetto dai 2,5 ai 5 chilometri. E la giunta pretende di fare quest’opera IN MEZZO AL PAESE? Lo stesso utilizzo poi, del Project Financing come strumento per la sua realizzazione, fa nascere più di qualche perplessità, visti gli effetti deleteri che questo sistema ha già prodotto in tutta Italia sulla finanza pubblica (vediamo l’esempio dei nuovi 4 Ospedali in Toscana). In pratica gli utili vanno per 30 anni al privato e l’inquinamento, in questo caso, alla popolazione. Il beneficio per le casse del comune, se previsto è minimo, se non a conti fatti assente, comunque in questi casi, non certo relazionato ai rischi che corriamo. Il Movimento 5 Stelle Massarosa  chiede se è stata fatta un’adeguata informazione tra la popolazione? Oppure si va ad intervenire sul territorio mettendo i cittadini di fronte al fatto compiuto?  Sulla stampa non abbiamo visto alcun accenno, infatti, sulle ricadute ambientali, che, se immaginiamo estese per un periodo di almeno 30 anni rischiano di essere piuttosto pesanti. Normative spesso confuse o assenti, a livello Italiano ed europeo, creano poi non pochi problemi nel controllo dei privati che gestiscono un impianto di questo tipo. Ricordiamo che il crematorio si verrebbe a trovare i una zona densamente abitata, a due passi dal centro storico”. “Come Il Movimento 5 Stelle Massarosa – aggiunge Marsili –  crediamo sia fondamentale che tutti gli interventi sul territorio, tanto più se coinvolgono la salute dei cittadini, debbano avere come premessa la più completa informazione, senza la quale nessuna decisione può dirsi realmente democratica.

E per le motivazioni che abbiamo sopra citato, abbiamo presentato un’Interrogazione dove chiediamo:

  1. Se è stata fatta un’adeguata informazione tra la popolazione? Oppure si va ad intervenire sul territorio mettendo i cittadini di fronte al fatto compiuto?
  2. Di conoscere la posizione del comitato di quartiere Massarosa capoluogo riguardo a questa opera.
  3. Che venga fatta una ASSEMBLEA Pubblica aperta alla popolazione inerente la realizzazione del “Forno

Crematorio”

  1. Che venga reso pubblico “Il Piano Azione Parametri Zona” relativi a PM 10 (polveri sottili) , IPA (idrocarburi,

policiclici, aromatici), NO 2 ( biossido di azoto).

  1. Sono state prese informazioni sull’azienda “Tempio della Versilia”
  2. Quali sono i dati finanziari degli ultimi 5 anni degli attori in campo
  3. Per quale motivo è stato scelto il Comune di Massarosa

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