Forte e porto di Motrone, un cippo per segnalarne l’antica presenza

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PIETRASANTA  – Tutto nasce da un’idea di Giorgio Giannelli, giornalista e studioso di storia locale, subito sposata dal sindaco Domenico Lombardi. Posizionare nell’area in cui un tempo sorgevano il porto e la rocca di Motrone un cippo con un’iscrizione che ricordasse la presenza in quel luogo dell’importante scalo marittimo e della fortificazione edificata a salvaguardia del territorio pietrasantese. Da domani, 18 febbraio, nel mattino, inizierà l’installazione sull’aiuola spartitraffico di via della Libertà all’incrocio con via Aurelia. A tal proposito è stato istituito un divieto di transito, dalle ore 8 alle ore 12 in quel tratto di strada. Sul cippo marmoreo, offerto da Barsi Marmi, sarà collocata una targa in bronzo, offerta dalla Fonderia d’arte Massimo Del Chiaro, con l’indicazione: “Porto di Motrone – scalo mercantile sec. XI – XVI; torre di difesa sec. XI – 1813”. Il cippo sarà segnalato anche da un cartello turistico con ampia spiegazione. Il tutto a cura di Mario Taiuti dell’Istituto Storico Lucchese, sezione Versilia Storica.

Il porto di Motrone sorgeva alla foce del fiume di Sala (o Versilia) e fu attivo almeno dal sec.XI. Costituiva uno scalo di notevole rilievo per il volume di traffico che vi si svolgeva. Era utilizzato, oltre per lo scarico del ferro proveniente dall’Elba per essere lavorato, nel commercio del sale, dei marmi grezzi e lavorati, legname, panni, spezie, olio, effettuato con navicelli di piccolo cabotaggio da e per porti di tutto il Mediterraneo occidentale. Sempre conteso tra Pisa, Lucca e Firenze, con il lodo di Papa Leone X del 1513 fu definitivamente assegnato ai Fiorentini. Perse gradualmente la sua funzione a seguito della deviazione del fiume (sec.XVI) e dell’acquisizione da parte dei Fiorentini dei porti di Pisa e Livorno. Nell’XI secolo vi sorgeva in prossimità anche una torre di legno costruita dai lucchesi e per varie volte distrutta dai Pisani. Nel XII secolo fu costruita una Rocca turrita in muratura, con muraglia e fossato. Subì modifiche e fu distrutta dagli anglo-siculi nel 1813. Sul cartello turistico ci sarà anche un’immagine evocativa del forte e del porto tratta dalle miniature delle trecentesche “Croniche” di Giovanni Sercambi e l’estratto di una “canzone” tratta dalle stesse “Croniche”.

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