“Forza Manu’, ce la devi fà”, duemila candele sfilano contro l’illegalità

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VIAREGGIO –  ( di Letizia Tassinari ) – “Forza Manu, ce la devi fà”. Via Coppino, luogo del massacro, tappa finale della fiaccolata contro la violenza, e il crimine, che in queste ultime settimane ha sconvolto Viareggio: il cartello, scritto in viareggino, è di Gandi Brijani, il gestore della paninoteca Balkan Express. L’abbraccio con il fratello di Manuele Iacconi, pestato violentemente a colpi di casco, e ancora in coma in ospedale, è stato il gesto più bello e commovente del corteo che ha visto sfilare oltre 2mila persone dalla Stazione alla Darsena, passando lungo la Passeggiata e attraversando la Passerella sul Molo. Lui, il kebabbaro, udite le grida, alle 2 di notte della sera di Halloween, era uscito dal locale e aveva cercato di fermare la mattanza difronte a una folla di persone, sotto choc, fermatesi per strada. “Sono 24 anni che vivo e lavoro in Italia, e non voglio sputare nel piatto che mangio ma cosi non va bene”:   straniero integrato, persona per bene, che nel suo paese di sangue ne ha visto scorrere a fiumi, Gandi un pestaggio come quello del quale è rimasto vittima il giovane di Massarosa ( leggi anche :Notte di sangue in Darsena: 35enne di Massarosa grave in ospedale,  Aggredito a colpi di casco, la vittima è in coma, Massacrato col casco, si stringe il cerchio sugli aggressori: la banda ha le ore contate , Pestaggio in Darsena: “Sono stato io”, un 17enne confessa …,  ,17 anni fa un delitto analogo, il fratello di Manuele)  non lo aveva mai visto.  “Se Viareggio si spegne, noi la vogliamo riaccendere”, e la tiepida luce di 2mila candele ha riacceso la speranza per tutti i viareggini di sconfiggere i ripetuti episodi di microcriminalità, nel mezzo ad una crisi, sociale ed economica senza precedenti. Legalità e coesione, i prinicipi ispiratori del corteo organizzato dai sindacati, in primis la Cgil e il suo segreatario versiliese Massimiliano Bindocci, con le associazioni di volontariato del 118,  le categorie economiche, la Chiesa e tanti, tantissimi, cittadini. E tra loro, come annunciato, anche il sostituto commissario dell’Anticrimine di Viareggio che nelle vesti di segratario del Siulp aveva lanciato il suo slogan: Lucio Chelotti, Siulp: “Riprendiamoci Viareggio senza razzismo”.  Tutti insieme, senza bandiere partitiche, anche se tra i presenti hanno partecipato molti politici, dalla senatrice Manuela Granaiola agli ex primo cittadino Luca Lunardini e Leonardo Betti, dal sindaco di Seravezza Ettore Neri e l’assessore Damasco Rosi di Massarosa al presidente del Consiglio Provinciale Andrea Palestini. Assenti  Brigata Sociale Antisfratto, Blocco Anticapitalista, Cobas Viareggio, Partito Comunista dei Lavoratori, Gruppo Autonomo Viareggio e Donne in Cantiere. La lettera, protocollata in Prefettura a Lucca e al Commissario Prefettizio dottor Romeo parla chiaro: “La richiesta è che questa emergenza sociale ed economica sia affrontata con tutte le attenzioni del caso e coinvolgendo la città. La crisi economica di Viareggio con la conseguente povertà sempre più diffusa vede tra le drammatiche conseguenze sociali la piaga dell’illegalità ed una microcriminalità sempre più feroce. L’episodio drammatico di Via Coppino è solo l’ultimo di una lunga serie. Vogliamo una Viareggio dove si possa camminare serenamente ovunque di giorno e di sera, dove le regole ci siano e siano rispettate da tutti. Perché la microcriminalità colpisce i più deboli e limita la libertà di movimento delle persone, mentre il mancato rispetto delle regole produce concorrenza sleale ed aumenta le diseguaglianze. Nonostante il commissariamento ed il dissesto della Amministrazione Comunale, al fine di garantire la coesione sociale riteniamo che debbano essere salvaguardate le politiche sociali soprattutto per i più deboli, che debba essere garantito il diritto alla salute, il diritto all’abitare, il diritto ad un percorso scolastico, e chiediamo che vengano mantenuti i livelli occupazionali ed aiutate le imprese nel tenere viva la città”. Diversi gli esercizi commerciali che hanno tenuto accese le luci raccogliendo l’appello fatto nei giorni scorsi da Confcommercio. “Riteniamo importante essere riusciti a mettere insieme queste realtà eterogenee – ha commentato Bindocci-,su un obiettivo comune che è il riscatto di una città che vuole uscire dal degrado insieme, tenendo legati legalità e giustizia sociale”.

“La partecipazione alla fiaccolata promossa dalle organizzazioni sindacali, economiche e di volontariato per promuovere una legalità connessa ad una cittadinanza attiva è stata un successo – questo il commento di Mario Navari, segretario di Rifondazione Comunista, presente anche lui al corteo: “Una bella manifestazione a seguito dell’ incidente in via Coppino, dove un ragazzo di Massarosa è stato mandato in fin di vita da un diciassettenne viareggino e l’ unico intervenuto in difesa della vittima è stato un migrante poichè il resto delle persone presenti sono rimaste ad assistere, spettatori passivi come in un film horror in diretta. Un corteo di migliaia di persone che esprimeva valori e proposte opposte al pensiero della destra nostalgica (Anpi con il gonfalone), opposte alle ronde razziste (associazioni del sociale come la Crea e comitati di immigrati), opposte all’ uso dell’ esercito (un bel pezzo di popolo, di famiglie e di giovani, anche antagonisti). Proposte che vanno nella direzione di quei cittadini viareggini che sono scesi in strada ad organizzare cene e momenti di condivisione per recuperare uno spirito di comunità aperta.   Appuntamento importante per interrogarsi sul degrado economico, politico e sociale inserito in una crisi accentuata dal dissesto e dal commissariamento del Comune di Viareggio.
Passaggio dovuto davanti al bar Fappani, perchè troppo pochi sono coloro che si preoccupano di una criminalità pericolosa, clan camorristici e rami della ‘ndrangheta calabrese, inserita nel territorio viareggino come emerge anche dai recenti sequestri di appartamenti di valore, negozi noti, fondi commerciali e dozzine di conti correnti anomali. Una legalità che trovi soluzioni nel vivere della comunità, promuovendo spazi e luoghi di socialità e impedendo la chiusura di centri di aggregazione come la piscina. Una fiaccolata che ha chiesto di fermare la violenza, per poter dare voce e sostegno a quei cittadini che chiedono di riappropriarsi dei quartieri e delle strade per ritrovare la passione e la partecipazione di tutti nella gestione pubblica. Una fiaccolata che si è fermata ad abbracciare e ringraziare Gandi Brijani, gestore del Balkan food, unico intervenuto per salvare la vita di un essere umano”.

Intanto le indagini, sulla vicenda, dopo la confessione del minorenne ( leggi anche: Pestaggio in Darsena: “Sono stato io”, un 17enne confessa,  e Pestaggio in Darsena, sequestrati gli abiti del 17enne e doppiato l’hard disk del suo pc) proseguono, per assicurare alla giustizia i responsabili.

Le Forze dell’Ordine ci sono, e agiscono. Come stasera quando gli agenti di una volante, intorno alle 21, hanno fermato due extracomunitari che in piazza D’Azeglio hanno aggredito un uomo, tentatando di scipparlo, mentre i militari dell’Arma hanno svolto attività di controllo in Pineta e altre zone calde della città.

Se Viareggio si spegne… noi la vogliamo riaccendere. Senza razzismo.

( foto di Iacopo Giannini e Letizia Tassinari )

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