Frazionamento del Polo Nautico, la Fiom: “Pesanti responsabilità istituzionali”

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VIAREGGIO – “Continua il frazionamento dell’area Polo Nautico a Viareggio, si favoriscono interessi privati, Comune, Provincia e Regione se ne devono assumere la piena responsabilità”

Lo afferma in una nota Massimo Braccini, della Fiom Cgil:

“Come era evidente, dopo la deliberazione del Comitato Portuale a favore del frazionamento dell’area Polo Nautico riguardo il rilascio della licenza di “ subingresso” in favore del cantiere C.N.V. – è stata fatta richiesta di “ subingresso” anche dal cantiere San Lorenzo nella porzione di area Polo Nautico identificata come lotto 2 e 3 ed il Comitato Portuale del porto di Viareggio nella seduta del 12 settembre ha deciso di pubblicare l’istanza sull’albo pretorio per un periodo di 30 giorni. Come Fiom Cgil ci opporremo a tale decisione, così come continuiamo con il percorso in sede di giudizio al Consiglio di Stato. La più importante concessione demaniale del porto di Viareggio viene fatta a pezzi per favorire interessi privati, noi continuiamo a ritenere che questo sia un frazionamento di un’area strategica a tutti gli effetti e non un subingresso. In passato avevamo fatto una scelta precisa riguardo la concessione unica di Polo Nautico con tutte le Istituzioni a seguito di studi, analisi, dimostrazioni di piani, portafogli ordini e investimenti, nella convinzione che i vari operatori della filiera dovessero essere integrati il più possibile all’interno di un unico complesso socio economico. Oggi siamo di fronte ad una ripresa del mercato, ma in un’altra epoca e la globalizzazione interessa anche questo settore. In questo modo si sta favorendo uno sviluppo contorto visto che la tendenza tira verso le grandi imbarcazioni e l’unica area pubblica a Viareggio che può consentire di svilupparle viene frazionata. Inoltre, questo modo di procedere senza avere una visione chiara dello stato delle imprese, del complesso industriale, della mancanza di piani strategici ed un’idea dello sviluppo non da nessuna soluzione alla crisi ed ai problemi aperti. L’assenza di confronti sindacali/ Istituzionali preventivi alle scelte riguardo la costruzione di una prospettiva che si pone l’obiettivo di rilanciare la nautica, lo sviluppo e l’occupazione in un’ottica che guarda a tutta la costa Tirrenica, segna una precisa svolta politica. Chiudersi dietro a schemi sul filo dei codici, mette in evidenza anche il fallimento del governo di aree pubbliche nell’interesse sociale e lascia piena libertà ai privati. Abbiamo il dovere di costruire un progetto con tutti i soggetti interessati che guardi in avanti ed insistiamo sulla necessità di favorire una discussione pubblica e riprendere un idoneo confronto Istituzionale nell’interesse generale, ma nello stesso tempo sindacalmente ci batteremo e non staremo a guardare scelte che ledono l’interesse pubblico e favoriscono uno sviluppo distorto.

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