Giorgio Del Ghingaro si presenta alla stampa: “Ora basta, Viareggio deve riscattarsi”

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Giorgio Del Ghingaro si presenta alla stampa. E lo fa scegliendo come location Villa Tina, edificio liberty sui viali a mare viareggini. Una sala gremita di giornalisti, pure la Rai, e di personaggi noti della politica viareggina, tra cui la senatrice del Pd Manuela Granaiola, Sandra Mei, David Zappelli, gli ex assessori ( silurati da Leonardo Betti, sarà un caso che fossero presenti? ) Laura Servetti, Gloria Puccetti e Rossella Martina, sua sostenitrice fin dall’inizio. Oltre che personaggi dell’imprenditoria quali Pasquale Sgrò.

Perchè Viareggio? “In primis perche’ – esordisce l’aspirante alla poltrona di primo cittadino – sono affezionato a questa città, dove ho passato le mie vacanze estive, come tanti della mia generazione. Poi per una sfida, personale: Viareggio è una città con una situazione difficile. E mi intriga provare a farla riemergere. Voglio provarci. La cosa da cui partire è fare i conti con un dissesto pesante ( più unico che raro, ndr ). I numeri del rosso sono da capogiro. Ho provato a capire le cause del dissesto. La conoscenza è basilare per il risanamento. Una cosa è certa: il lavoro di un sindaco è per forza diverso da quello di un Commissario. Il dissesto durerà anni, anche oltre il prossimo mandato”. Da dove partire? “Da un piano, ancora nemmeno in fieri, guardando a quei Comuni che ci sono riusciti”.  Tra le cose da mettere subito sul fuoco? “Il Regolamento Urbanistico, e guardare con massima attenzione ai costi del Muncipio, per cercare di ridurre il disavanzo tra entrate e uscite”. E le partecipate? “C’è bisogno di riflettere, per avere una governance unitaria. Qualcuna sta crollando, ma il personale deve essere salvaguardato per non creare ulteriore precarietà”. Un sindaco e una città divisa, ma Giorgio Del Ghingaro promette di far capire dove si è e dove si vuole andare: “Il cittadino deve essere consapevole”. Bilancio partecipato? “Assolutamente si, tutti devono essere parte attiva”.

“Ora basta, Viareggio deve riscattarsi”, tuona poi Giorgio Del Ghingaro. E quanto alla trasparenza i viareggini hanno il diritto di vedere i conti: “Dare snellezza alla macchina comunale, con meno burocrazie, occorre parlare con chi lavora nell’ente”.

Quattro le priorità snocciolate da Del Ghingaro:  ambiente, rifiuti e tariffe con politiche innovative, riducendo il costo con raccolta differenziata, operazione a costo zero che crea solo benefici; cultura e turismo, Viareggio ha bellezze che devono tornare ai fasti di un tempo; sociale, sul quale il candidato sindaco Del Ghingaro ha una sensibilità personale, per non lasciare nessuno indietro,  e le sue politiche terranno in primo piano chi ha bisogno; sviluppo economico, da li si riparte, creando, anzi ricreando, ricchezza.

“Viareggio deve essere unita, per avere dignità – conclude Del Ghingaro -, e avere entusiasmo e passione”.

Poi spazio alle domande dei giornalisti viareggini che per la prima volta lo conoscono di persona, pur sapendo di lui. La sicurezza? “Le illegalità vanno perseguite, ma alla base di tutto stanno le politiche sociali. La questione sicurezza ha due facce, e una è la percezione della legalità, ma non cadiamo nella demagogia”. Chi saranno i “suoi”, in caso di vittoria? “Occorre costruire una squadra composta di persone competenti, per sopperire alle carenze”. La sentenza di condanna della Corte di Conti? Alberici? “Avevo bisogno di uno staff, e chiesi all’allora presidente della Provincia Tagliaferri, per avere il suo capogabinetto, Walter Alberici. Ho solo chiesto di averlo con la stesso inquadramento e stipendio e l’o solo trasferito a Capannori,  su parere positivo. L’esposto alla Corte dei Conti fu fatto dall’opposizione, e la condanna fu per la differenza, visto che per i giudici Alberici sarebbe dovuto essere inquadrato con una categoria e compenso inferiore. In primo grado la condanna fu milionaria, in secondo grado la cifra è stata ridotta a una somma irrisoria. Ora faremo un ulteriore ricorso. Vedremo. Quanto a Alberici, lo porterò con me a Viareggio. Sicuramente non nello staff, le assunzioni, visto il dissesto, non si possono fare. Le forme di collaborazione si troveranno poi”. Quale il suo rapporto con Sgrò? “Si, è un mio cliente, come tanti. Quindi nessun conflitto di interesse. Io non faccio solo il sindaco, il mio mestiere di commercialista lo mantengo”. Ma il Pd chi appoggia, visto che il commissario, avvocato Giuseppe Dati, ha dato appoggio senza se e senza ma al candidato Luca Poletti? “Mi auguro che il Pd appoggi me, Dati non è il Pd”. Domani, h 21, nella sede del Pd viareggino ci sarà l’assemblea: Del Ghingaro sarà presente? “No”.

Su sport e Carnevale nessuno accenno, e invitato a cantare “Come un coriandolo”, o qualsiasi altra canzone carnascialesca, ha tentato di salvarsi in calcio d’angolo rispondendo con un secco “Non sono intonato”. Ma il dubbio, lecito, essendo di là dal monte, e che non le conosca affatto.

E ora al via gli incontri con i cittadini. Il primo il 5 marzo, al Fienile, poi, a seguire, Torre del Lago, in Circosrizione, e Croce Verde.

 

 

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