Giornate Rosse, ecco gli apputamenti

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VIAREGGIO – Ritroviamo le nostre radici nella storia delle Giornate Rosse del maggio del 1920, quando la città intera si ribellò e per tre giorni dette vita alla libera Repubblica di Viareggio. Ricorderemo questa ricorrenza con un evento oggi 2 maggio alle 18.30 all’Officina Dada Boom di via Minghetti 12 al Varignano. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Interverranno:

Andrea Genovali cooperatore internazionale e autore di numerosi libri tra cui “Viareggio 1920 – Storie di calcio e di rivoluzione”, (Marco Del Bucchia editore). che gli è valso il riconoscimento di “Scrittore toscano dell’anno 2011″.

Carlo Giorgetti, studioso e collaboratore di numerose case editrici, aderente a Communia Network

Filippo Antonini, candidato a sindaco di Repubblica Viareggina e Sinistra Ecologia Liberta’ (Coalizione Viareggio Bene Comune)

A seguire apericena e art happening sul tema, più dj set con Vampirello musica trash e Carnevale.

Nel suo romanzo Genovali racconta la storia delle tre giornate di rivolta e di autodeterminazione vissute dalla città di Viareggio. “E’ la storia di una partita di calcio fra il Viareggio e i cugini non troppo amati della Lucchese che si conclude in tragedia e dà l’avvio alla rivolta. E’ dall’assassinio del guardialinee della partita, un ex militare che risiedeva da anni a Viareggio e da tutti ben voluto, perpetrata a poche centinaia di metri dal campo sportivo dopo la fine della partita, a sangue freddo da un carabiniere, che prende le mosse la ribellione che porterà alla nascita, per tre giorni, della libera Repubblica di Viareggio. E’ stata l’ennesima violenza, l’ennesimo sopruso a danno del popolo viareggino che fa esplodere una rabbia antica che covava da anni nella società di Viareggio. Scoppia la rivolta. Una rivolta non organizzata, una ribellione che trae origine dalla tradizione anarchica e libertaria della città, che la Camera del Lavoro tenta di guidare e rendere politica. Una volta, però, compreso che quella ribellione tale rimarrà cercherà di non farla affogare nel suo stesso sangue guidandola verso una conclusione la meno drammatica possibile per quei marinai e quegli operai. Viareggio per tre giorni sarà assediata dalla Marina e dall’esercito regio, perché essi avevano compreso la gravità del messaggio che il popolo viareggino aveva posto in essere e lanciato al resto del Paese. Purtroppo rimase inascoltato”.

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