Giumar a terra, “alato” in banchina e sequestrato: al via gli accertamenti

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VIAREGGIO – Giumar a terra, operazioni più difficoltose del previsto quelle iniziate questa mattina ( LEGGI ANCHE: Il relitto al “triangolino”, il dolore avvolge Viareggio ), ma riuscite. “Ci sono stati dei problemi, nella fase dell’alaggio – spiega Federico Giorgi, comandante in seconda della Guardia Costiera viareggina -, legati all’eccessivo peso del peschereccio ancora pieno di sabbia e acqua”. Le operazioni sono risultate dfficili per l’eccessivo peso raggiunto dal relitto (oltre 35 tonnellate), anche a causa del fango presente a bordo. Visto che la galleggiabilità risultava compromessa,  si  è optato per alare il Giumar presso la banchina Sandorino direttamente tramite la draga Alfredo della LMD Spa, che ieri sera lo aveva trasferito in porto dal luogo dell’affondamento. Preziosa l’assistenza tecnica dei Vigili del Fuoco di Lucca, mentre una motovedetta della Capitaneria di porto ha vigilato sul regolare svolgimento della navigazione e delle attività portuali durante le fasi di alaggio.
Dalla giornata di ieri, sono state impegnate nel recupero le ditte specializzate Lmd, Underwater Service, Hobbymare, Termopetroli Versilia e Cucurnia Massimiliano, con il supporto del Club Nautico Versilia. Una volta assicurato a terra, il relitto del Giumar è stato sottoposto a sequestro per permettere al personale della Capitaneria di Porto di esperire nei prossimi giorni tutti gli accertamenti tecnici utili ad individuare le probabili cause del sinistro.

 

 

 

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