Giumar, l’avvocato Miracolo scrive a Renzi: “Riprendete le ricerche di Fabrizio Simonetti”

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VIAREGGIO – Giumar, le ricerche del corpo di Fabrizio Simonetti, purtroppo, non hanno dato esito. La famiglia, come noto ( LEGGI ANCHE: Tragedia in mare: la famiglia di Fabrizio Simonetti, ancora … ) si è rivolta allo studio dell’avvocato Fabrizio Miracolo che, proprio oggi, ha scritto una lettera, che pubblichiamo integralmente, al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Del Rio, al Ministro della Giustizia Andrea Orlando e al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina:

On.le Presidente del Consiglio dei Ministri,
On.li Ministri,
si rivolge a Voi lo scrivente Avv. Fabrizio Miracolo del Foro di Benevento, con studio a Viareggio (LU) in C.so Garibaldi n. 91, quale difensore nominato dalle Sigg.re Anna Santini, nata a Massarosa (LU) il 7.03.1965 e Veronica Simonetti, nata a Pietrasanta (LU) il 12.10.1987, entrambi residenti a Piano di Mommio (LU) alla Via Alceste Cima n. 84, rispettivamente coniuge e figlia del Sig. Fabrizio Simonetti, imbarcato sul motopesca “Giumar” VG 3863 in data 28.10.2015 insieme con il Sig. Nello Simonetti, quando l’imbarcazione in questione, sopraffatta dal maltempo, è affondata a 5 miglia al largo del porto di Viareggio.
Come forse saprete dagli organi di stampa, le ricerche dei due dispersi operate dalle Autorità Competenti nei giorni immediatamente successivi all’evento hanno consentito soltanto di ritrovare il corpo senza vita del Sig. Nello Simonetti, precisamente in data 5.11.2015 al largo di Portofino da parte di una motovedetta della Capitaneria di Porto di Santa Margherita Ligure.
Il relitto del motopesca è stato già recuperato sotto la direzione della Capitaneria di Porto di Viareggio in data 7.11.2015 e, una volta posto a disposizione della Procura delle Repubblica presso il Tribunale di Lucca per i rilievi e gli accertamenti del caso, è stato infine riconsegnato all’armatore in data 10.11.2015.
Nel frattempo, le ricerche del Sig. Fabrizio Simonetti sono state interrotte, senza che della sua sorte si sia saputo alcunché.
Le mie assistite si trovano dunque in questo momento in gravissima difficoltà, considerando in primo luogo il disagio e la sofferenza nel non avere più notizie del congiunto e dovendo nel frattempo prendere atto, con rabbia mista a rassegnazione, della decisione delle Autorità di non procedere oltre con le indagini sulla sua sorte.
Rammento altresì che, a norma del Codice Civile, la dichiarazione di assenza e la successiva dichiarazione di morte presunta (artt. 49 e ss. c.c.) prevedono tempistiche tali da non consentire nell’immediato alle mie assistite di provvedere degnamente al proprio sostentamento, che era garantito esclusivamente dall’attività di pescatore del Sig. Simonetti.
Per tutto quanto sopra esposto, le sigore Anna Santini e Veronica Simonetti, mio tramite, Vi chiedono di adottare tutti i provvedimenti e le iniziative idonee affinchè le Autorità incaricate riprendano senza indugio le ricerche del corpo di Fabrizio Simonetti, consentendo alle mie assistite, quanto meno, di dare una degna sepoltura al proprio congiunto.

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