Giustizia, non giustizialismo: il Far West lasciamolo ai libri di storia

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Giustizia. Non giustizialismo. La prima ha il suo corso. Con Forze dell’Ordine e Procura ognuna con lo stesso ruolo: quello di indagare e di costruire un quadro probatorio che non sia un castello di carte che al primo soffio di brezza cade. Un compito non facile, a meno che non si tratti di flagranza di reato: fatto di testimonianze, di confronti, di accertamenti. Un lavoro certosino, per arrivare alla verità. Ed è questo il caso del delitto di Halloween, dove il pestaggio a colpi di casco ha portato alla morte, dopo un mese di agonia, Manuele Iacconi e dove, oltre al 17enne reo confesso di aver agito da solo, sono indagati altri tre ragazzi, di cui solo due maggiorenni. Indagati, non colpevoli. E sta li il punto. Su nessuno, per ora, la Procura di Lucca e la Procura del Tribunale per i Minorenni di Firenze hanno formalizzato l’accusa: a qualcuno potrebbe essere addebitato l’omicidio e il tentato omicidio, ad altri posizioni meno gravi. Ma nessuno, per ora, è stato processato e condannato e, al di là che in Italia esiste il principio, fino a sentenza definitiva, della presunzione di innocenza, il rischio, per la “sete” di giustizia che l’omicidio di Manù ha generato, è che qualcuno si trasformi in giustiziere della notte. Sarebbe la peggiore delle sconfitte per la Giustizia, quella con la G maiuscola, a cui tutti sembrano voler fare riferimento e a cui tutti noi dobbiamo collaborare. Che ognuno faccia la sua parte senza pressioni da opinione pubblica che possono far perdere di vista ogni singolo aspetto. Il Far West, o peggio il medioevo, lasciamolo ai libri di storia. Cosi come la stessa famiglia di Manuele Iacconi ha detto: “Giustizia, non vendetta”.

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