Granaiola: “E’ il momento di dire basta”

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VIAREGGIO – “Credo sia giunto il momento di dire basta ad una deriva amministrativa che, alla fine, non può che aggravare la situazione della città. Una città che ha sofferto in modo particolare la crisi, che fa fatica a creare le condizioni per una sua ripresa ma soprattutto che non può aspettarsi che le soluzioni siano escogitate solo da una politica (e non mi riferisco solo a Viareggio) che fa fatica a stare dietro ai tumultuosi cambiamenti in atto e perciò risulta debole e  ancora troppo soggetta ad ogni tipo di influenze ed interessi più o meno particolari”.

Il commento, a distanza di qualche ora dall'”assise illegale” (A Palazzo va in scena l’Assise senza il numero legale ) , è della senatrice Manuela Granaiola: “Ora la drammatica situazione di Viareggio, ad oltre un anno dall’insediamento dell’amministrazione, richiede delle scelte chiare, tanto difficili quanto largamente condivise. Scelte senza le quali credo sarà difficile poter progettare un qualsiasi credibile, ma soprattutto sostenibile, progetto si risanamento. Rimane evidente che le responsabilità principali dell’  attuale situazione finanziaria vanno ricercate soprattutto nel  passato, tuttavia,  ad oltre un anno dall’insediamento, questa considerazione non può più essere addotta per giustificare ulteriori ritardi operativi, se non altro per una semplice questione di responsabilità, di stile e di rispetto almeno per gli elettori che hanno votato questa maggioranza.  Dunque  ora è categorico fare i conti con la realtà dei numeri che sono pesantissimi e che, a fronte di un quadro di riferimento finanziario più ampio, che cioè comprende anche le partecipate,  rischia di portare l’indebitamento a numeri a tre cifre. Le considerazioni dei revisori, l’operato del dirigente finanziario e, non ultimo, dell’assessore alle finanze – che credo abbia svolto un ottimo lavoro – dipingono un quadro che farebbe tremare i polsi a chiunque. In questo contesto la discussione “dissesto si”, “dissesto no” non può e non deve essere uno scontro tra aprioristici punti di vista, tanto meno paravento ad altre considerazioni, ma deve essere una valutazione chiara, seria, oserei dire (in questa specifica situazione) anche tecnica; una valutazione sviluppata alla luce del sole, senza infingimenti, nell’unico ed esclusivo interesse della città. Non mi nascondo dietro un dito e per chiarezza ricordo che  la mia opinione a riguardo – valutato lo stato dei fatti – è che si tratti di una via obbligata. Pur nel caos generale mi sembrava di aver capito che questo fosse anche l’orientamento prevalente del PD a Viareggio.

C’è poi il quadro “politico/ amministrativo” che riveste un aspetto non certo secondario. In sintesi mi sento di ribadire la sostanza delle considerazioni del segretario della Camera del Lavoro Massimiliano Bindocci che dipingono quanto mai un quadro di incomprensibili ritardi ed incertezze che hanno alimentato un percorso amministrativo frammentato e, secondo me, non all’altezza dei problemi che la città deve affrontare. Perciò vorrei ri-proporre al sindaco, ma anche a tutti noi, uno spunto di riflessione. Ad oltre un anno dal tuo insediamento la tua maggioranza scricchiola ed ha perso pezzi per la strada (inutile qui ricordare tutte le vicende); ma pensi veramente che tutto ciò sia il frutto di chissà quali complotti orditi da questo o quel consigliere, da una Senatrice (che ti ha sostenuto) o gestiti dall’opposizione  ed alimentati poi da una qualche stampa “ostile”?  In politica il brutto tarlo della divisione tra “amici” e “nemici” è sempre ancora troppo presente ed in particolare nelle situazioni più complesse facilmente acquista spazio in sostituzione dell’iniziativa politica. Secondo me, e lo affermo pubblicamente così nessuno potrà parlare di complotto, le difficoltà della tua maggioranza scaturiscono da un deficit partecipativo e riflettono concrete diversità di valutazione sulle sfide che deve affrontare e superare la città. Dunque  un confronto che, se ben gestito, poteva rappresentare non un pericolo ma una ricchezza.

Ora non c’è più tempo. Non è una questione di equilibri politici ma di risposte da dare ai bisogni della città. Concordo con chi rileva la necessità di un nuovo inizio e di una grande apertura verso la città e tutta la politica che dimostra – con i fatti – impegno e buona volontà. Ribadisco la necessità di dar vita ad un concreto progetto di risanamento e di coinvolgere in questo percorso specifiche competenze con comprovate capacità tanto tecniche quanto politiche; dunque non coinvolgimenti “di scopo” dettati da questa e quell’emergenza; ma un collettivo in grado cioè di far fronte, nel massimo rispetto della legalità e trasparenza, ad una situazione gravissima e difficilissima per aggredire la quale si è accumulato più di un ritardo. So che questa ultima cosa, in particolare, è una tua specifica competenza istituzionale, quindi, alla fine, una tua responsabilità; ma so anche che la “figura del sindaco” è tale solo se può contare su una maggioranza che lo sostiene con convinzione”.

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