Grandi ingressi nella collezione del Museo dei Bozzetti

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PIETRASANTA – Grandi ingressi nella collezione del Museo dei Bozzetti. Grazie alla generosità di artisti e collezionisti, si aggiungono alla collezione un bozzetto di Giuliano Vangi ed uno di Jacques Lipchitz.
 
Il Museo dei Bozzetti custodisce l’identità di Pietrasanta: è una realtà vivace con una collezione sempre in crescita di oltre 600 bozzetti di scultura e con uno stretto contatto con gli artisti internazionali e gli artigiani locali che partecipano alla ricerca ed alla vita del Museo. Questi nuovi bozzetti aggiungono un importante capitolo all’illustrazione della storia della scultura a Pietrasanta.
 
Donato direttamente dal maestro Giuliano Vangi il bozzetto in gesso “Martino uomo toscano”, del 2010, cm. 45×16,5×17, è stato tradotto in bronzo e avorio presso la fonderia Mariani e lo studio dell’artista a Pietrasanta. Di Vangi c’è poco da dire, se non che è uno dei massimi nomi della scultura nazionale, stimato e conosciuto nel mondo, che da molti anni lavora a Pietrasanta. Un autentico fiore all’occhiello della comunità artistica cittadina.
 
Donato da Mario Taiuti e Alfredo Sasso è, invece, il modello, in gesso laccato di Jacques Lipchitz, “Ratto d’Europa”, del 1971, cm. 26,5x20x15, tradotto in bronzo presso la fonderia Tommasi di Pietrasanta. Considerato il primo scultore cubista, Jacques Lipchitz nasce nel 1891 a Druskininkai, in Lituania. Nel 1909 si trasferisce a Parigi per studiare prima a l’École des Beaux-Arts e successivamente a l’Académie Julian. Presto entra nella comunità artistica di Montmartre e Montparnasse dove conosce Juan Gris e Amedeo Modigliani insieme ai quali diventa uno dei protagonisti della nascita e dello sviluppo del nuovo linguaggio nella Parigi delle prime due decadi del Novecento. Dal 1963 si trasferisce in Versilia e lavora nella storica Fonderia Tommasi di Pietrasanta. Mentre agli inizi della sua carriera Lipchitz modella le sue figure in creta o gesso e successivamente adotta la tecnica della fusione in bronzo, a partire dal suo soggiorno a Pietrasanta comincia a scolpire direttamente la pietra o il granito o il marmo. Muore a Capri nel 1973. E’ sulla scia di Lipchitz che tanti artisti internazionali hanno conosciuto Pietrasanta finendo per stabilirvisi. Primo fra tutti Fernando Botero.

Ciro Costagliola

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