“I suoi sogni sono stati spezzati”, la battaglia della mamma di Valentina Prisco va avanti

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VIAREGGIO –  ( di Letizia Tassinari ) – Voleva diventare mamma, ma i suoi sogni sono stati spezzati una notte di maggio dello scorso anno. E la mamma, Maria Luisa Secchi, nonostante la condanna del giovane che investendole la figlia l’ha portata via agli affetti più cari, non si rassegna e prosegue la sua battaglia.  Valentina Prisco, 28 anni, erano le 4.30 di notte, fu presa in pieno, appena uscita dall’Ostrass, sul lungomare di Marina di Pietrasanta, da una Golf condotta da un 30enne fiorentino. Trasportata in codice rosso prima al Pronto Soccorso del “Versilia”, poi nel reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale di Livorno, dove fu sottoposta a un delicato intervento alla testa, mori dopo nemmeno un giorno di agonia. L’investitore, Matteo Mazzetti, risultato positivo all’alcol test, era stato denunciato dai carabinieri, intervenuti per i rilievi, per omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza, e la macchina fu sottoposta a sequestro. Il tribunale di Lucca, lo scorso giugno, in rito abbreviato, lo ha condannato per omicidio colposo a due anni e quattro mesi, e ad altri otto mesi per guida in stato di ebbrezza. L’auto gli è stata confiscata, e la patente ritirata.

“Pur avendo il massimo rispetto di quanto ha deciso il Tribunale che, peraltro, ha accertato e riconosciuto la piena responsabilità di quanto accaduto in capo all’imputato – racconta la madre di Valentina, mentre abbraccia una delle tante foto della figlia -, ed avendo apprezzato la sensibilità umana che la dottoressa Silvia Mugnaini  – il giudice del processo, ndr – ha mostrato durante il processo, nessuna sentenza potrà mitigare il dolore mio e della mia famiglia”. “Quanto accaduto a mia figlia – prosegue la donna -. come a tante altre persone che hanno perso la vita per responsabilità di chi si è messo alla guida in stato di ebbrezza o sotto gli effetti di droghe, deve servire a stimolare lo Stato, il Governo e le Istituzioni tutte, per cambiare le nostre leggi, troppo lassiste, prevedendo, come in molti paesi stranieri anche europei, punizioni severe per chi sbaglia e provoca la morte degli esseri umani”.

L’omidio stradale è un tema caldo, ultimamente. E la battaglia di Maria Luisa Secchi, che va oltre la morte della figlia pensando a tutte le vittime della strada – ultima, Aurora Francesconi, la ragazzina 16enne deceduto a Torre del Lago poche settimane fa – va avanti, nel ringraziamento sia degli avvocati Stefano Vischi e Massimiliano Baldini che nel processo l’hanno assistita, seguendone gli aspetti sia civili che penali, che dello psicologo Emanuele Palagi del Comitato “Non la bevo”.

Gli organi di Valentina furono donati, e l’addio alla ragazza, nella chiesa di Santa Rita all’ex Campo di Aviazione, gremita di giovani,  fu con le note dei Laura Pausini. “Venerdì prossimo  – commenta la sorella Sara – avrebbe compiuto 28 anni non si può e non si deve tacere… perché accade troppo spesso sulle strade italiane…perché tutto cambia nella vita di chi si trova all’improvviso ad affrontare il dolore devastante… il vuoto”.

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