Il clima sta mutando, Manuela Granaiola: “La Protezione Civile va ripensata”

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VERSILI – “Dobbiamo prendere atto fino in fondo che qualcosa nel clima sta veramente mutando. Gli allarmi sugli effetti del riscaldamento globale, sui mutamenti climatici che sta inducendo, cominciano a divenire segni diffusi che colpiscono ogni parte del mondo. Spero di essere smentita ma credo di poter constatare che anche da noi le piogge tendono a trasformarsi in vere e proprie “bombe d’acqua” che si ripetono sempre più spesso provocando danni rilevantissimi in molte parti del territorio”. E’ la senatrice del Pd Manuela Granaiola che parla, dopo l’uragano di una settimana fa che ha messo in ginocchio la Versilia: “Un territorio già reso fragile da una scarsa cura, da una antropizzazione troppo spesso selvaggia o dall’ abbandono; tutti fattori che comunque hanno compromesso antichi equilibri ambientali. Stagionalmente la Versilia è sempre stata colpita da violente burrasche; ma nei giorni scorsi, per la prima volta, abbiamo dovuto confrontarci con qualcosa di più; abbiamo assistito ad una vera e propria tempesta con venti che hanno soffiato oltre i 100 km orari, che ricorda – molto da vicino – un uragano. Sono stati abbattuti centinaia di alberi, scoperchiati tetti e danneggiati significatamene infrastrutture, luoghi rilevanti ed attività economiche. In alcuni paesi la luce è mancata per giorni, le comunicazioni telefoniche sono saltate lasciando muti interi borghi, specialmente i più isolati. Ritengo che occorra prepararci meglio ad affrontare questi eventi dedicando a queste evenienze una adeguata attenzione in un ottica di ampio respiro e di precauzione. Non dimentichiamo poi che, per quanto il rischio sia limitato, noi viviamo in prossimità di una zona sismica attiva. Ora non possiamo che ringraziare gli operatori della protezione civile, i pompieri, le forze dell’ordine e i molti volontari per tutto quello che hanno fatto e stanno facendo per ripristinare la situazione; ma credo che sarebbe sbagliato, anche nei loro confronti, non prendere atto che qualcosa non ha funzionato, soprattutto in termini di sistema e coordinamento sia a livello generale che Versiliese. Credo che bisogna domandarci, prima che accada veramente, come sarebbero andate le cose se quegli eventi fossero stati ancora più estesi e gravi. Il primo obiettivo è riparare i danni, ripartire; ma nel contempo credo sia utile riflettere su quanto accaduto e cogliere l’occasione per imparare, per attrezzarsi meglio a rispondere a nuove possibili emergenze. Alla luce dei fatti, del loro ripetersi, abbiamo bisogno di un ripensamento che riguarda non solo la Versilia ma tutto il sistema nazionale di protezione civile. E dopo l’emergenza, sempre in un’ottica di precauzione, come essere pronti a ricostruire”.

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