“Il debito non lo devono pagare lavoratori e cittadini”

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VIAREGGIO – “Il “grido di allarme” lanciato su alcuni mezzi d’informazione dal commissario prefettizio Romeo induce a forte preoccupazione: parlare di un dissesto che non ha paragoni in Italia vuol dire che la situazione del Comune di Viareggio e delle sue aziende partecipate è al limite del collasso”. La nota stampa che pubblichiamo integralmente è a firma dei Cobas Versilia: ” Non parliamo solo della Viareggio patrimonio e di tasse non pagate (ci vorrebbero dati su quanto è stato evaso , capire la ragione di queste evasioni e quali provvedimenti saranno adottati per versare al comune cifre importanti con le quali non solo risanare le aziende ma salvaguardare i posti di lavoro soprattutto dove sono piu’ a rischio ) ma siamo sempre piu’ preoccupati per le aziende che si occupano di servizi rilevanti come quelli dell’igiene ambientale. La presenza di due aziende (sea ambiente e sea risorse) che impiegano circa 200 dipendenti è ritenuto un inutile doppione i cui costi sono a carico dei cittadini. I ricavati delle aziende sono spesso e volentieri a vantaggio del socio privato a cui hanno recentemente ritirato(come letto sui giornali) il certificato antimafia con un provvedimento del Prefetto. A capo di alcune aziende troviamo poi dirigenti dal passato non certo cristallino (le nostre non sono illazioni visto che ciascuno puo’ verificare su internet le notizie). Una situazione di grande incertezza che dimostra soprattutto l’assenza di controlli da parte del Comune da 15 anni a questa parte, un controllo effettivo sulle aziende, sulle loro spese, sui servizi erogati, sul rapporto tra costi e benefici.
La denuncia del commissario prefettizio, le inchieste della Magistratura non devono avere ripercussioni negative sull’occupazione, sui tanti, troppi, precari che operano nelle società, sui posti di lavoro a tempo indeterminato e soprattutto sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini.
I Cobas pensano che sia giunto il momento per i lavoratori e le lavoratrici del Comune e delle società partecipate di ragionare insieme e di mobilitarsi per non essere le vittime sacrificali di una situazione da noi subita e causata da altri”.

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