Il dramma di via Coppino in tv, Mungai: “Chi ha commesso il delitto è una bestia”

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VIAREGGIO – “Bestie.” Non persone. Parole forti quelle del primo cittadino di Massarosa Franco Mungai ai microfoni del collega Gabriele Altemura, durante la diretta di 50 News Versilia da via Coppino nell’edizione straordinaria del tg delle 19 ( e in replica alle 22.30 sul canale 673 del digitale terrestre ) dedicata interamente alla morte di Manuele Iacconi, colpito brutalmente a colpi di casco nella notte di Halloween e deceduto oggi ( leggi anche: Il pestaggio di Halloween finisce in tragedia: Manuele Iacconi è morto ), dopo un mese in coma, 30 giorni di agonia al reparto di neuro chirurgia dell’ospedale di Livorno. Un episodio di sangue, quello di Halloween, che ha scosso due comunità, Viareggio e Massarosa, unite nel lutto ( leggi anche:Lutto cittadino per la morte di Manu’, Romeo: “Un segnale per dire no alla violenza” ), e in attesa che venga fissata la data del funerale. Probabile, se non certo, che la magistratura chieda che sul corpo di Manuele Iacconi venga eseguita l’autopsia.

delitto 2Il vice sindaco di Massarosa, Damasco Rosi, anche lui ospite della diretta, e amico di infanzia di Manù, ha voluto portare la sua testimonianza su una famiglia onesta, distrutta dal dolore per la perdita del loro caro, ma che con dignità sta aspettando giustizia, fiduciosa nella magistratura e nelle indagini ancora in corso della Procura di Lucca e del Tribunale per i Minorenni di Firenze per inchiodare i responsabili dell’aggressione mortale.

delitto 3Notti violente, con figli dello sballo in preda ad alcol e droghe, culminato con un delitto tremendo, senza pari, e dove le famiglie sembrano assenti. Questo il commento di Letizia Tassinari di Tgregione.it, invitata dall’emittente televisiva nella sua veste di cronista di nera che ha seguito il caso. Un fatto, ha aggiunto Tassinari, che ha portato la Polizia a chiudere il cerchio sul branco in poche ore dal delitto. Ma per costruire un quadro probatorio solido, che non sia solo un castello di carta, e che permetta alle due Procure di adottare i provvedimenti necessari, occorre tempo. Un tempo che per tutti è diventato insopportabile. Una storia maledetta, di cui l’opione pubblica chiede i nomi, e condanne.

Pericolo che la voglia di giustizia si trasformi in giustizialismo, come dal fuori programma in cui un passante ha preso parola affermando di girare armato per difendersi? Malgrado gli appelli al senso di responsabilità sia a Viareggio che a Massarosa si respira un clima pesante ed esasperato, che potrebbe sfociare in forme di giustizia fai da te. “E necessario che chi ha commesso il reato venga preso – ha affermato Mungai -, lasciarli liberi potrebbe legittimare altre bestie a rifarlo rimanendo impuniti….”.

Secondo la ricostruzione fatta dall’Anticrimine di Viareggio e dalla Squadra Mobile di Lucca Manuele Iacconi si trovava in auto con altri amici la notte dell’aggressione, di ritorno da una festa, quando al semaforo di via Coppino, quello che incrocia il viale dei Tigli c’è stato un diverbio furioso con altri ragazzi che erano sulla strada. Secondo il racconto del 17enne, il diverbio sarebbe scattato per una incomprensione. Il giovane ha raccontato che si trovava da solo in via Coppino, dopo essere uscito da un pub della zona, e aver cercato una sigaretta così quando ha visto Iacconi fermo nell’auto al semaforo gli ha fatto il gesto di fumare. Un gesto che secondo il 17enne sarebbe stato frainteso dal 35enne che sarebbe sceso dall’auto, afferrandolo per il colletto della camicia. A quel punto, stando sempre alla confessione, il 17enne avrebbe afferrato un casco, trovato abbandonato in zona e con quello avrebbe colpito più volte alla testa Manù per poi dileguarsi. Una versione, questa, che non combacia con quanto appurato dalla Polizia attraverso le testimonianze e le telecamere di video sorveglianza presenti nella zona.

Se si è “grandi” per sballarsi, fare i bulli, e uccidere, si dovrebbe essere grandi anche per assumersi le proprie responsabilità. E l’appello è rivolto a tutti: se avete coscienza, chi sa, parli. La verità deve venire fuori. Non si può uscire per una serata di divertimeno, e non tornare a casa perchè uccisi senza un motivo, o per un gesto male interpretato. Questo, come ha detto e ripetuto il sindaco, è da bestie.  La giustizia, si sa, ha i suoi tempi. Ma seppure lenta, arriva sempre. E per gli attuali indagati, l’accusa, oggi che Manù è morto, è di omicidio volontario, anche se i legali che assistono i ragazzini propendono per l’omicidio preterintenzionale, o per il secondo comma dell’articolo 588 del codice penale, che disciplina la rissa. Nessuna condanna riporterà in vita Manuele Iacconi, ma la Giustizia, quella con la G maiuscola, deve trionfare. E che almeno questo massacro porti a una riflessione tutta la generazione di adolescenti, per cambiare stile di vita, dando spazio ai valori.  Da madre, prima ancora che giornalita, questa la riflessione della giornalista della nostra testata, la famiglia deve seguire la vita dei figli: dare regole, altrmenti il rischio è che si perdano per strada.

 

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