“Il fatto non sussiste”, assolto imprenditore: era stato accusato di lesioni colpose

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CAMAIORE – ( di Letizia Tassinari ) – Assoluzione perchè il fatto non sussiste. E’ stata questa la sentenza del giudice Stefano Billet all’udienza di oggi al Tribunale a Lucca. Un processo nato da un’opposizione a un decreto penale di condanna di ben 22.500 euro, che ha visto sul banco degli imputati Cesare Dini, noto imprenditore di Camaiore e legale rappresentante della Dini Costruzione srl, accusato dalla Procura di lesioni colpose, per la caduta da un ponteggio di un operaio.  Una vicenda nota, iniziata nel marzo 2010. quando un dipendente di una ditta appaltatrice precipitò da oltre sei metri, riportando gravi lesioni che si tradussero, poi,  in invalidità parziale permanente. Il pm aprì un fascicolo di indagine, ritenendo che non potesse esserci altra spiegazione alla caduta se non quella di un allestimento del ponteggio con materiale inidoneo. “Come spesso accade in materia di infortuni sul lavoro -ha spiegato l’avvocato Laura Rapuano, nelle vesti di legale della Dini Costruzioni srl – ci siamo trovati a fare i conti con una sorta di responsabilità oggettiva del datore di lavoro, perché la normativa del testo unico sulla sicurezza pone talmente tanti obblighi di tutela che non è facile riuscire a dimostrare la propria innocenza. Fortunatamente però dopo aver sentito testimoni e consulente della difesa il processo si è chiuso con un assoluzione con formula ampia. Il giusto epilogo per una ditta che da anni lavora con professionalità sul nostro territorio, impiegando lavoratori cui garantisce non solo uno stipendio, ma anche condizioni di sicurezza”.

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