“Il frazionamento di Polo Nautico non fa l’interesse pubblico”

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VIAREGGIO  – Non è un fulmine a ciel sereno quello che è arrivato con la sentenza del Tar in merito al frazionamento dell’area consortile di Polo Nautico ( leggi anche:Frazionamento Polo Nautico, il Tar dice si. La Fiom: “Un ...)  Il sindacato e i lavoratori da tempo avevano lanciato l’allarme, nel sostanziale silenzio generale, su una questione che riguarda centinaia di lavoratori e il futuro della nautica da diporto viareggina, di fronte alle sfide di un mercato che chiede imbarcazioni sopra i 60/70 metri.
Stamani – 7 gennaio – la Rsu di Polo Nautico si è riunita in Camera del Lavoro per discutere di quanto sta accadendo e decidere le iniziative di mobilitazione. “Dall’ultimo incontro in Regione del 19 novembre scorso ad oggi – ha detto Massimo Iacopinelli della Rsu della società consortile – non è migliorato nulla sotto il profilo occupazionale e ci sono tre aziende del Consorzio in fallimento o liquidazione e un centinaio di lavoratori in cassa integrazione”. “Si tratta di far prevalere l’interesse pubblico su quello privato – hanno ribadito Lamberto Pocai e Nicola Riva, della segreteria provinciale Fiom – e di rispettare anche le prese di posizione contrarie al frazionamento che vari soggetti istituzionali hanno espresso, come ad esempio il Consiglio comunale di Viareggio, nella delibera del dicembre 2013 e la Regione Toscana alla fine di quest’anno. La partita è tutta in mano agli organi dell’Autorità portuale e delle istituzioni pubbliche”. “Leggendo la sentenza si capisce che non è assolutamente vero che il Tar ha deciso di frazionare – ha sottolineato Mauro Rossi, della Fiom lucchese – ma semplicemente che l’Autorità portuale deve prendere una decisione. Noi aggiungiamo che anche la politica cittadina e i rappresentanti istituzionali devono esprimersi, valutando attentamente i risvolti sociali di questa vicenda”. La Rsu ribadisce il proprio netto no al frazionamento perché “l’interesse pubblico si chiama occupazione e lavoro mentre, con il frazionamento, decadrebbero del tutto le condizioni persino per mantenere i numeri attuali. Un ulteriore rischio è quello che le aziende con maggiori disponibilità economiche si approprino dell’intera area di Polo Nautico, nel momento in cui le concessioni demaniali dovessero essere rimesse a gara, determinando un impoverimento del tessuto imprenditoriale che ha fin qui caratterizzato la nautica viareggina”.

Nei prossimi giorni sarà convocata l’assemblea con tutti i lavoratori di Polo Nautico per decidere le prossime iniziative e sono già in programma alcuni incontri istituzionali, in vista delle riunioni della commissione consultiva dell’Autorità portuale (12 gennaio) e del Comitato portuale (19 gennaio).

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