Il mondo del nuoto fa quadrato: “No alla chiusura della piscina”

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VIAREGGIO –  Il mondo del nuoto viareggino si mobilita per salvare la piscina dopo gli allarmi di chiusura lanciati a seguito delle difficoltà economiche del Comune, che mettono a rischio anche il celebre trofeo Mussi-Lombardi-Femiano. Genitori, utenti, istruttori, simpatizzanti, sono ben 1.100 le firme in calce alla petizione protocollata in comune per chiedere di non chiudere la struttura.

“In relazione alla situazione finanziaria del Comune di Viareggio e alle conseguenti notizie apparse negli ultimi giorni sulla stampa riguardo la possibilità di chiusura degli impianti sportivi, vogliamo far sentire con forza la nostra voce”.

“Siamo un gruppo di genitori i cui figli frequentano la piscina comunale e siamo preoccupati, addolorati oltre che profondamente arrabbiati per quanto sta succedendo. Non comprendiamo perché la cattiva amministrazione del Comune e delle società ad esso collegate debba ripercuotersi sui ragazzi e su quanti frequentano in vario modo la piscina.

“Questo impianto è stato gestito negli anni da una società che, oltre a ottemperare puntualmente i propri obblighi, ha improntato tutta la sua attività con l’obiettivo di conciliare l’agonismo e l’attenzione alle problematiche sociali. Vogliamo ricordare che la piscina è frequentata da società sportive che ottengono ottimi risultati nelle diverse categorie e nei diversi settori, da utenti a scopo ricreativo, dalle scuole, dai disabili, dalle cooperative sociali, da anziani, da mamme col pancione e da mamme con figli di pochi mesi, da famiglie intere. La piscina, inoltre, ospita manifestazioni nazionali e internazionali inserite nel circuito della federazione nazionale nuoto richiamando atleti e pubblico.

“Lo sport praticato a tutti i livelli è sempre e comunque un impegno sano, capace di canalizzare energie fisiche e mentali verso obiettivi di crescita, la sua valenza educativa e formativa è fuori discussione. Quello che ci viene prospettato, invece, non tiene assolutamente conto di quanto sopra descritto ma solo dell’aspetto economico.

“In un momento drammatico come questo chi amministra non dovrebbe pensare solo a chiedere sacrifici a quanti peraltro hanno sempre pagato quanto dovuto, ma sopratutto a sforzarsi di assicurare quei minimi ma essenziali servizi che sono sicuramente la priorità di una società civile. In mancanza di risposte rassicuranti torneremo a far sentire la nostra voce e a manifestare il nostro dissenso. Il benessere dei nostri figli è la nostra priorità”.

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