Il Museo dei Bozzetti omaggia Jette

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PIETRASANTA – Compleanno con artisti per i primi 30 anni del Museo dei Bozzetti. Venerdì la festa con cui si è aperta la mostra a Palazzo Panichi che celebra la più importante istituzione museale cittadina, anticipata dalla consegna di un riconoscimento alla memoria di Jette Mühlendorph la fotografa, critica d’arte e giornalista di origine danese che fin dagli inizi degli anni Ottanta ebbe l’idea di costituire una raccolta di gessi che documentasse l’attività dei laboratori artistici da cui nacque ufficialmente nel 1984 il Museo, intitolato nel 2007 a Pierluigi Gherardi, carismatico dirigente dell’ufficio cultura comunale. Il sindaco ha consegnato al marito Jorgen Haugen Sorensen Sorensen una preziosa medaglia raffigurante il rosone del Duomo di San Martino.

Di Jette Mühlendorph, cui siamo molto debitori – afferma il sindaco Domenico Lombardi – veramente poco conosciamo se non la preziosa eredità di documenti, idee e opere che ci ha lasciato quando, a soli 47 anni, nel 1989, è morta nella sua abitazione di Solaio. I suoi occhi di “straniera” hanno saputo vedere più profondamente e molto più in là dei nostri; Jette è stata capace di comprendere meglio e prima di tutti noi lo straordinario potenziale di questo territorio. Pensando a lei, alle poche notizie che la circondano, possiamo ipotizzare un carattere schivo, riservato, ma anche un grande cuore che l’ha portata ad amare subito Pietrasanta e sentirsene parte integrante. Lo testimoniano le parole che scrisse nella presentazione del catalogo edito in occasione della mostra “Il Passato e la Presenza” nel 1982: “… speriamo che la mostra non finisca mai, ma diventi l’inizio d’un museo di bozzetti o una gipsoteca; tale museo sarà forse l’unico al mondo – un piccolo museo giustificato dal fatto che tutti i più grandi artisti sono passati da qui per lavorare… Oggi il Museo dei Bozzetti è il nostro museo per eccellenza. Il fulcro della vita artistica e culturale cittadina. Finalmente, a trent’anni di distanza, possiamo dire grazie a Jette Mühlendorph per quella sua felice intuizione, per aver creduto nella nostra identità, per aver valorizzato il nostro passato e la nostra presenza”.

La mostra resterà sino al 14 dicembre e sarà visitabile nell’orario 16-19; lunedì chiuso, ingresso libero.

 

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