Il Presidente del Parco interviene sul tema degli attraversamenti della fauna selvatica

0

TORRE DEL LAGO – «Dovrebbe essere noto a chiunque che il Parco naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, costituito in consorzio trentacinque anni fa ed ente regionale quindici anni più tardi, è un Parco fortemente e storicamente antropizzato, in cui la “storia” e la natura si sono intrecciate sa nel bene (le stesse pinete sono il frutto delle attività umane) che nel male, essendo molte le aree intensamente compromesse o degradate”.  La nota stampa che pubblichiamo integralmente, e relativa agli attraversamenti della fauna selvatica,  è a firma del presidente Fabrizio Manfredi:

“Nella gestione dell’area protetta l’Ente Parco ha alcune competenze e funzioni ma, non essendo uno “Stato”, non ha ovviamente poteri in materia di ordine pubblico, e non essendo un Comune non ha competenze per quanto riguarda la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Può, come sempre più spesso sta facendo, segnalare e stimolare chi di dovere (Prefettura, Forze dell’ordine, Comuni, Società incaricate dello smaltimento dei rifiuti) a fare la propria parte. Così come può, tramite la pianificazione urbanistica e le autorizzazioni edilizie, orientare lo sviluppo in termini sostenibili e compatibili sia in contesti costieri (vedi Marina di Levante e di Torre del Lago; strutture ricettive come camping, etc.) che in ambiti in precedenza utilizzati da attività produttive (vedi la zona della “Lisca” tra l’autostrada e la palude). Essendo poi il nostro parco (che non è quindi quello del Gran Paradiso”) attraversato da una pluralità di infrastrutture (ferrovie, autostrade, vie nazionali, provinciali e comunali) vi è anche la particolare problematica dell’attraversamento delle stesse da parte degli animali selvatici che popolano in gran numero le aree boschive e la campagna. Sulla pericolosità di ciò sia per gli animali che per gli uomini, l’Ente Parco può intervenire agendo sul controllo del numero degli esemplari nelle “aree interne” alla stessa area protetta ed infatti ogni anno, in attuazione di un apposito “piano di prelievi faunistici”, l’Ente con le sue maestranze provvede – nelle aree pubbliche e in quelle private – alla cattura e/o all’abbattimento di migliaia di capi (daini, cinghiali); tramite tali pratiche cerca di mantenere un equilibro armonioso tra la natura e la selvaggina. L’Ente Parco non ha invece il potere di imporre la realizzazione di recinzioni in ogni dove, perché tali opere sarebbero eventualmente di competenza dei soggetti titolari delle infrastrutture interessate (vedi FS, ANAS, SALT, etc.) e per altro verso quelle sì rappresenterebbero delle restrizioni forzate al naturale spostamento degli animali in contesti naturalistici, che l’uomo magari vorrebbe regimentare e smembrare e suo piacimento. Per quanto attiene all’eventuale soccorso agli animali, anche il Parco ritiene che dovrebbe essere organizzato e garantito un servizio adeguato dalle strutture sanitarie del territorio, competenti sul tema.»

No comments

*