Il Trittico di Giacomo Puccini torna sul palcoscenico del Gran Teatro dopo 40 anni

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TORRE DEL LAGO – Il Tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi, ovvero i tre atti unici di Puccini voluti dal compositore toscano sotto il  titolo  Il Trittico, vide la sua prima  il 14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York e subito conquistò il titolo di capolavoro del repertorio lirico. Tre Opere  profondamente diverse  l’una dall’altra: (Il tabarro) un   delitto passionale sulle rive della Senna; (Suor Angelica),  la tragedia e   la disperazione di una suora in un convento di clausura e (Gianni Schicchi)   la comicità  di una truffa nella Firenze medievale. Un’opera che per la complessità dell’allestimento è sempre più raro vedere rappresentata nella sua completezza. A Torre del Lago l’opera torna dopo 40 anni, l’ultima rappresentazione è infatti del 1974,  la Stagione che Torre del Lago allestì per l’anniversario dei 50 anni dalla morte del Maestro.

Alla messa in scena de Il Trittico Pucciniano  la Fondazione Festival Pucciniano, da sempre attenta a favorire le carriere di giovani artisti  che hanno la possibilità di prepararsi e farsi conoscere nel contesto di un Festival che richiama pubblico da tutto il mondo, ha inteso dedicare speciali  attività di formazione e perfezionamento. Un’attenzione verso i giovani che la Fondazione ha voluto sintetizzare nel  Progetto Puccini 2.0  scegliendo di affidare  regia,   scene e  costumi di Il Trittico con una selezione pubblica. Ad aggiudicarsi    il Bando  per l’ideazione dell’opera è stata la proposta di un  gruppo  di donne guidato  dal Monica Bernardi che ha firmato le scene, con lei Carla Conti Guglia assistente alla scenografia e ai costumi, Selene Farinelli per il progetto di regia di Il Tabarro, Vittoria Lai e Giorgia Guerra per la regia di Suor Angelica, Elena Marcelli per la regia di Gianni Schicchi e Lorena Marin per i costumi.

Il Progetto artistico aveva come motto (richiesto dal bando)  la frase  “METTI DEI BIMBI, DEI FIORI, DEI DOLORI E DEGLI AMORI” tratta da una lettera di Giacomo Puccini a Gabriele D’Annunzio  dell’agosto 1912 , periodo  in cui tra i due artisti ci fu un nuovo tentativo di collaborazione e Puccini aveva chiesto a D’Annunzio di trovargli “2 o 3 atti  teatrali animati da tutte le corde sensibili”  e gli scriveva appunto metti dei bimbi, dei fiori, dei dolori e degli amori”

Il loro progetto ha  vinto,  sui 14 progetti ammessi,  con 82 punti,  riscuotendo il miglior apprezzamento sul piano artistico, perfettamente bilanciato con la sostenibilità che è valsa a quel progetto il punteggio più elevato. Nelle 4 rappresentazioni (3-7-21-30 agosto) SOLD OUT di il  Trittico si alterneranno sul palcoscenico,  a fianco di grandi artisti Amarilli Nizza nei ruoli femminili Giorgetta e Suor Angelica, Alberto Mastromarino nel ruolo di  Michele e di Gianni Schicchi i  giovani cantanti  dell’Accademia  Mirko Matarazzo (Luigi) e Laura Brioli (Frugola), che ricoprirà anche il ruolo della Zia Principessa in “Suor Angelica”, insieme a Paola Roncolato (la badessa) e Sandra Mellace (la maestra delle novizie)    e Zita nello “Schicchi” , dove canteranno Mariacarla Seraponte (Lauretta) e Ugo Tarquini (Rinuccio).  Sul podio dell’Orchestra del Festival Puccini a  dirigere  i tre titoli  il maestro  Bruno Nicoli. Maestro del Coro Francesca Tosi  Il Coro delle Voci Bianche è istruito da Sara Matteucci. Matilde Silicani la bambina voluta dalle registe sempre in scena per tessere  le  tre diverse trame dell’opera

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