“Il vangelo secondo Cimbolini”, durissima relazione del MEF. Betti: “Noi in regola, ci salveremo”

0

VIAREGGIO – Stefano Piccolomini – “Il vangelo secondo Cimbolini”. Parafrasando il film del 1964 di Pierpaolo Pasolini, la relazione dell’ispettore del MEF sullo stato, disastroso e disastrato, delle casse comunali, si è trasformata nella bibbia per la giunta guidata da Leonardo Betti.

148 pagine, dettagliate, che fanno le pulci allo stato dell’ente dal 2008, anno dell’insediamento di Luca Lunardini fino ad arrivare al 2013, quando Leonardo Betti è diventato primo cittadino de la “Perla del Tirreno”. Un documento (relazione del ministero dell’economia e delle finanze )  arrivato solo ieri sera e che, giunta e uffici tecnici, stanno esaminando e studiando. Alcune osservazioni, però, il sindaco si sente in dovere di farle: “Il bilancio consuntivo del 2013 racchiude molti aspetti evidenziati anche dalla relazione del dottor Cimbolini, come la ricognizione dei residui attivi e passivi presenti nei bilanci dell’ente e che, il ministero, ritiene necessaria per poter mettere a pulito lo stato delle casse comunali”.

Uno stato gravato in questi anni da gestioni, perlomeno allegre e approssimative, della finanza pubblica. Da un anomalo utilizzo delle entrate straordinarie comunali per cercare di sanare i buchi di bilancio ( per il 2011, 4 milioni di euro di riduzione del capitale sociale della Viareggio Patrimonio e 3 milioni di euro di anticipo dell’aggio della MoVer ), de facto, mai riscosse e frutto solo di artifizi retorici;  sino ad arrivare a somme allocate negli investimenti, come il taglio delle erbacce, che investimenti proprio non sono, per cercare di far quadrare il cerchio.Una sequela di errori, o meglio orrori, impensabile per Viareggio e che hanno contribuito ad un buco di bilancio di oltre 53 milioni di euro solo per il palazzo di piazza Nieri e Paolini.

Capitolo a parte merita la galassia delle partecipate. Le 18 società ascrivibili al “Gruppo Viareggio” non hanno mai avuto un controllo serrato dei conti producendo ulteriori passività. Per quest’anno, se si pensa solo alla Viareggio Patrimonio, il disavanzo si calcola sui 14 milioni di euro. E questa è solo la punta dell’iceberg. Un pastrocchio infinito.

Durissimo, poi, è il dirigente del ministero per quanto riguardano i dirigenti e il personale comunale che, come il miglior conte Vlad di Transilvania, ha dissanguato le casse viareggine. Bloccate le indennità per conto terzi ( niente più servizi in orario di lavoro per altre attività ) e i premi di produttività dal 2013 appare evidente un dato clamoroso: i premi dati per progetti anche non approvati e senza parere favorevole della giunta. Uno sperpero di denaro pubblico. “Su questo – assicurano in coro – chi ha sbagliato pagherà”. “In altri enti sono stati richiesti i soldi indietro ai dipendenti ” aggiunge il ragioniere capo, Santoro.

E ora ? Il sindaco è speranzoso: “La relazione è nelle mani della corte dei conti che trarrà le conseguenze. Per uscire dalle secche dobbiamo lavorare, tutti, assieme. Fuori da ogni polemica. Entro breve presenteremo il consuntivo 2013 al consiglio comunale”. Obiettivo ? Spalmare i 53 milioni di debiti su 10 anni per salvare Viareggio. Dieci anni da cuori forti e cinghie da stringere.

No comments

*