Il Varignano festeggia le dimissioni di Betti con le note di “Bella Ciao”

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VIAREGGIO – Il dissesto del comune di Viareggio, e i continui scricchiolii della maggioranza erano le premesse che hanno portato, ieri, il sindaco di Viareggio, Leonardo Betti, a dimettersi. “La sua amministrazione formata da un ceto politico incapace ha disatteso tutte le promesse politiche avanzate in campagna elettorale – scrivono in una nota stampa i militanti del Blocco Anticapitalista -: “Il buco di 53 milioni di euro lasciato in eredità dalle giunte precedenti di tutti i colori, le quali avevano governato secondo le ricette liberiste, non era un bel presupposto ma la giunta Betti con i suoi dilettanti allo sbaraglio s’è scontrato soprattutto con quei settori sociali che non volevano e non vogliono pagare la crisi sulla propria pelle. Una città, che poco a poco sta cadendo a pezzi, dalla chiusura del teatro Jenco, uinco teatro comunale in città chiuso perché non a norma dal 2003, alla galleria d’arte contemporanea Gamc chiusa perchè priva di scale antincendio, e molti altri edifici storici patrimonio della città chiusi perché non in sicurezza. Ma non è solamente di cultura che si vive, infatti anche dal punto di vista sociale, la giunta di centro sinistra mostra la sua incompetenza, il problema dell’emergenza abitativa in città è serio e reale, da più di un anno e mezzo la Brigata sociale antisfratto infatti va a rimediare il non lavoro non fatto dall’assessore al sociale, che non ha mai dato una risposta a chi subiva il problema casa per via di un mercato del lavoro ormai inesistente. Ma cosa si può chiedere ad una giunta che non riesce nemmeno a gestire i piccoli problemi di viabilità di una città come Viareggio? cosa possiamo chiedere ad una giunta che anziché sanare se pur in minima parte abissali debiti decide di costruire un asse di penetrazione per collegare la zona industriale dei cantieri navali ( oramai fermi ) all’autostrada con la consapevolezza che questa non verrà mai finita?
Cosa possiamo chiedere ad una giunta che lascia i propri cittadini senza un tetto?
Cosa possiamo chiedere ad una giunta che vede nel punteruolo rosso il primo problema da risolvere?
I poteri forti ci hanno dato dei disfattisti, di coloro che hanno dato una mano a far cadere questa giunta, ma noi rispondiamo che non siamo solo noi soli i protagonisti di questa stagione di lotta ma gli sfrattati, i senza casa, i precari i giovani senza lavoro che sono stati la vera opposizione sociale che in città,che non ha mai fatto mancare la voce del dissenso. Nel quartiere più popolare di Viareggio, il Varignano, nel corso di un anno la protesta per le case popolari non assegnate, per gli sgomberi e le case murate è cresciuta. Lo slogan: “Betti il Varignano sarà il tuo Vietnam” rendeva bene l’idea di come tra il sindaco del PD e le classi popolari che tentavano tra mille contraddizioni di autorganizzarsi i rapporti fossero ai ferri corti. Ed è stato proprio al Varignano che si è consumato uno degli ultimi atti di questo film. Nella serata di giovedì 2 ottobre il sindaco doveva tenere un incontro pubblico in un circolo per parlare di viabilità. I movimenti sociali che si occupano di casa, ambiente, lavoro si erano dati appuntamento per contestarlo e a loro si era unita diversa gente del quartiere. Tuttavia dopo un consiglio comunale durato tutto il pomeriggio dove il sindaco aveva annunciato le proprie dimissioni,i cittadini del Varignano hanno atteso invano il primo cittadino che si evitava cosi una pesante contestazione.
I fischi, tuttavia, non risparmiavano alcuni esponenti del PD che si erano presentati a giustificare l’assenza del sindaco dimissionario.-In prima fila c’erano i militanti della Brigata Sociale Antisfratto con cartelli che recitavano: “Blocco degli sfratti promessa non mantenuta!” “Nuova Graduatoria per le case popolari promessa non mantenuta!” “Risanamento del bilancio promessa non mantenuta!” “Difesa del parco promessa non mantenuta!” “Politiche sociali per i giovani promessa non mantenuta!”  Bastavano poche frasi che annunciavano l’assenza di Betti e partivano le grida di disapprovazione. Dopo alcuni brevi ma intensi battibecchi i contestatori uscivano dalla sala cantando “Bella Ciao.” Le dimissioni del sindaco sono state vissute da molti viareggini come una liberazione. L’impossibilita dell’amministrazione di assumersi vere responsabilità politiche e di limitarsi a una governance tra banche, fondazioni e municipalizzate hanno stancato una ampia parte della città.
Adesso il sindaco ha venti giorni di tempo per vedere se riuscirà a costruirsi una nuova maggioranza. Per noi che puntiamo a costruire un blocco sociale alternativo la partita si gioca, essenzialmente, lontano dai teatrino dei palazzi.E’ nei movimenti sociali che si costruiscono dal basso attraverso pratiche di mutuo soccorso, di conflittualità sociale, di autogestione e riappropriazione che continueremo ad investire portando il nostro apporto nella costruzione di realtà come la Brigata Sociale Antisfratto e il Cantiere Sociale che ha proprio sede in questo quartiere”.

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