In città per vendere profumi contraffatti, denunciati in quattro

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VIAREGGIO – Prosegue il lavoro degli uomini della Polizia di Stato del Commissariato di Viareggio volto a contrastare episodi di microcriminalità ed in particolare il fenomeno del commercio di prodotti a marchio contraffatto.
Questa volta si tratta di profumi ed è facile intuire quali sarebbero state le conseguenze del contatto con la pelle di prodotti non legalmente testati.
Durante il costante controllo del territorio degli uomini della squadra volanti svolto nelle zone più a rischio della città, gli agenti hanno tenuto d’occhio un’autovettura con quattro persone sospette a bordo. Dopo averla seguita per qualche isolato e notato il modo di guardarsi intorno con circospezione degli occupanti hanno proceduto a fermarla in via Rosmini.
I quattro uomini a bordo hanno dapprima tentato un approccio simpatico con gli agenti credendo di riuscire a farla franca con un semplice controllo dei documenti.
Le loro espressioni sono cambiate quando i poliziotti hanno chiesto di ispezionare il portabagagli.
Confezionate all’interno di 61 contenitori vi erano altrettante bottiglie di profumo riportanti i nomi ed i marchi dei più noti prodotti regolarmente in vendita nei negozi di profumeria.
I giovani hanno provato a spiegare che in realtà non si trattava di profumi con marchi registrati in quanto quelli in loro possesso riportavano i nomi “Acqua di Ciò”, “Chamel n°5”, “Blueburry”, “Farenight” ed altri.
Gli Agenti hanno però riscontrato che il bollino del prezzo di ogni confezione, comunque da prodotto originale ossia tra i 70 ed 80 euro, era stato scientificamente posto sulla lettera che modificava il nome del prodotto in modo tale da non rendere ben leggibile il marchio e trarre in inganno l’eventuale acquirente che, per dimensione, forma, colore e prezzo apposto sarebbe versato nella condizione di acquistare prodotti originali.
I profumi sono stati debitamente sequestrati ed avviati alla distruzione.
I.C. e C.L.. napoletani di 34 e 32 anni, residenti nel capoluogo campano e P.A. e P.E. riminesi di 32 e 24 anni, residenti a Cattolica, sono stati denunciati per il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci in concorso.
A carico degli indagati sono emersi inoltre numerosi precedenti penali in particolare per I.C., C.L. e P.A. venivano riscontrati pregiudizi per reati contro il patrimonio, truffa, insolvenza fraudolenta e vendita di prodotti a marchio contraffatto.
Dati i trascorsi emersi, non avendo i pregiudicati residenza stabile né domicilio abituale né attività lavorativa in versilia, è da ritenere che gli stessi siano convenuti in città per concertare ed eventualmente porre in essere azioni criminose, con riflessi negativi sull’ordine e la sicurezza pubblica, pertanto sono stati adottati a loro carico i provvedimenti di rimpatrio con Foglio di via obbligatorio con cui si fa divieto agli stessi di non rientrare nei comuni di Viareggio, Camaiore e Massarosa per i prossimi tre anni.

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