“Ancora tu ma non dovevamo vederci più ?” Ennesimo incarico esterno per 31mila euro

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VIAREGGIO – Stefano Piccolomini – “Non possiamo tollerare né i nostri vizi tradizionali né i loro rimedi”. Lo storico latino, Tito Livio, che tanto scrisse nella sua “Ab urbe condita” dei vezzi e dei costumi degli antichi romani qualificava cosi la difficoltà di accettare gli errori, sempre gli stessi, dei cittadini della gloriosa Roma. Forse farebbe bene un ripasso anche a qualcuno dei nostri amministratori dopo questi giorni cosi convulsi, tra una drammatica relazione del ministero delle finanze e un bilancio consuntivo da approvare.

Il sindaco, Leonardo Betti, ci aveva ricordato, solo poche ore fa, in un’affollata conferenza stampa, la necessità che la rivoluzione in salsa viareggina, il cambiamento tanto auspicato dai 65000 concittadini, prendesse finalmente piede. Poi si scopre, tra la miriade di carte del comune, grazie anche alla costanza dei consiglieri di opposizione che, oggi, giocano sul velluto che, il tanto strombazzato ” stop alle consulenze esterne” che aveva pesato sui bilanci non c’è stato.

E a ricorrere a “prestazione professionali qualificabili, non rinvenibile all’interno della struttura comunale” negli oltre 500 dipendenti del comune è l’ingegner Riccardo Raffaelli, il dirigente sul quale, soprattutto in ottica prepensionamento, si combatte una vera e propria guerra dentro la maggioranza. Un incarico assegnato all’architetto Francesco Tomassi di Pisa, solamente il 10 giugno, non più di 40 giorni fa. In piena lotta per le investiture.

Un incarico ben retribuito, da 31 mila euro , compresa IVA, per il completamento del progetto del mercato ittico, bloccato da anni e ancora lungi dall’essere concluso. Come scriveva il duo Battisti – Mogol : “Ancora tu ma non dovevamo vederci più ?”. Una nuova nube sui mesi più complessi della giunta Betti.

 

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