“Islam siamo in guerra”, Magdi Cristiano Allam a Pietrasanta

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PIETRASANTA – Magdi Cristiano Allam sarà sabato 28 novembre in Sant’Agostino a Pietrasanta per presentare l’ultimo suo libro: Islam siamo in guerra. Lo spirito di tali iniziativa è facilmente comprensibile leggendo la locandina dell’ evento: “Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo”.
“Scegliere Pietrasanta, dove l’ amministrazione Mallegni ha provveduto ad eliminare la bandiera della Pace dal comune, ci risulta una scelta azzeccata – scrive in una nota Mario Navari -: “A pochi giorni dalla strage di Parigi, l’ ex moderato musulmano e adesso cattolico dopo la benedizione di Papa Ratzinger, presenterà il suo scritto per diffondere idee che non aiutano a superare questi momenti difficili perché basate contro il multiculturalismo, contro la costruzioni di luoghi di culto di altre religioni e con dichiarazioni che lo hanno già visto oggetto di querele e condanne dei tribunali per diffamazioni e per accuse infondate. Giornalista del Giornale di Sallusti e conservatore cattolico che nel proprio percorso politico passa nel parlamento europeo dai democristiani a gruppi vicini alla Lega Nord ed altri movimenti nazionalisti, per poi approdare nella destra nostalgica di Fratelli D’Italia. Ricordando il funerale della ragazza di Emergency che ha perso la vita a Parigi, cerimonia che ha visto rappresentanti di varie religioni (cattoliche, ebrea e musulmana) stringersi nel dolore per queste morti assurde, procedere nell’equiparazione di una religione al male da estirpare risulta dannoso perché produce una generica avversione neiconfronti dello straniero di turno. Ma niente ci meraviglia, visto che Magdi Allam arriva a contestare apertamente l’ attuale chiesa cattolica perché semplicemente riconosce la legittimità dell’ Islam di esistere e di professare il proprio culto al pari degli altri credo. Non dobbiamo arrenderci alla paura, non possiamo permettere il diffondersi della mentalità occhio per occhio, dente per dente. Fare questo significherebbe rispondere con lo stesso pensiero di coloro che utilizzano la religione come pretesto. Non possiamo sacrificare la nostra libertà per la sicurezza, altrimenti risulterà inutile lamentarci delle barbarie che ci circondano”.

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