“La casa di Turandot entri a far parte del circuito di valorizzazione legato al nome del grande compositore”

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«Ho letto con attenzione, sulle pagine versiliesi del Tirreno, gli articoli riguardanti la villa nel quartiere Marco Polo di Viareggio del Maestro Giacomo Puccini. Un immobile storico che versa in condizioni critiche di conservazione che stridono, come giustamente rilevato, con le straordinarie potenzialità in termini culturali e promozionali che un suo recupero e la relativa valorizzazione potrebbero consentire.
Al tempo stesso, non possiamo non condividere le puntuali precisazioni della Fondazione Puccini di Lucca la quale, acquisendola dal Demanio dello Stato (che l’aveva concessa ad un soggetto privato – ndr) ne è venuta in possesso meno di un anno fa, iniziando un processo di messa in sicurezza e valorizzazione organizzando alcuni eventi – peraltro in partnership con il Festival Pucciniano – che ne consentiranno una prima fruizione.
Proprio l’appartenenza del prezioso immobile al Demanio statale ha, di fatto, reso indisponibile alla comunità Villa Puccini perché, come spesso accade nel caso di beni demaniali sul territorio, questi finiscono per essere valorizzati solo attraverso la cura che enti pubblici o privati, vicini ai bisogni e alle sensibilità culturali di un territorio, possono garantire.
Anche a rischio di sembrare autocelebrativo, porto ad esempio il caso dell’acquisto prima e del recupero, poi, di Villa Argentina. Al di là di meriti specifici, proviamo a ricordare cosa era Villa Argentina prima che un soggetto (in questo caso pubblico) interpretasse la giusta voglia e determinazione dei viareggini di rivedere la loro Villa Argentina riportata alla sua originale bellezza.
Mutatis mutandis, questo deve avvenire anche con la Villa di Puccini a Viareggio, per la quale la Fondazione lucchese è già impegnata ad attuare un primo progetto di “sistemazione” che potrà essere ulteriormente valorizzato inserendo la Villa del Marco Polo nel circuito turistico-culturale pucciniano costituito dalla Villa di Torre del Lago a Massaciuccoli, dalla casa natale nel centro storico di Lucca a quella degli avi, a Celle di Pescaglia, da Villa Ginori, al Gran Teatro di Torre del Lago, dal Teatro del Giglio, alla pista ciclopedonale Giacomo Puccini, ecc. Cioè come elemento fondamentale di quel progetto sulle ‘Terre di Giacomo Puccini’ che, per troppo tempo, ha stentato a prender vita, e che dobbiamo assolutamente rilanciare e sviluppare. Un progetto che, in nome del grande compositore, unisce e al contempo identifica, favorendo un inevitabile per quanto tardivo gioco di squadra tra enti locali, fondazioni e associazioni. Un progetto culturale che, quanto a ricadute in termini di promozione e di benefici anche economici per il territorio che lo attraversa, ha delle prospettive positive forse nemmeno immaginabili.
Io credo ci siano tutti i presupposti non solo per superare questa situazione di degrado della Villa ma, a mio avviso, per recuperarne la bellezza e rilanciarne appieno la naturale vocazione culturale.
A questo proposito mi permetto di richiedere un’ulteriore sforzo da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che si è già ‘spesa’ molto per Viareggio, basti pensare agli annuali contributi alla Fondazione Carnevale, al Festival Pucciniano, ad Europa Cinema, al premio Viareggio, e ad interventi straordinari come quelli sull’edilizia scolastica, sul recupero della pineta di ponente, sul nuovo centro di protezione civile, sul Varignano (Parrocchia ed ex Inapli).
Oggi la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca è proprietaria della casa natale del Maestro, a Lucca (peraltro concessa gratuitamente alla Fondazione Puccini di Lucca), mentre la Fondazione Puccini di Lucca è proprietaria della casa di Viareggio.
La mia idea è quella di una permuta: con la Fondazione Puccini di Lucca che diverrebbe proprietaria della casa natale e la Fondazione Cassa di Risparmio (ente con valenza provinciale), a sua volta, della Casa di Viareggio.
In questo caso, conoscendo le attitudini, la cura e le capacità nel restauro e nella valorizzazione di beni culturali della Fondazione Cassa di Risparmio (un esempio eclatante su tutti, il San Francesco: un’operazione di recupero così straordinaria da essere considerata unica nell’intero panorama nazionale), il destino ed il futuro della casa di Turandot sarebbe garantito».

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