La grande guerra di Lorenzo Viani a Villa Argentina

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VIAREGGIO – Sarà un Lorenzo Viani inedito quello che da domani, sabato 6 dicembre – e fino al 1° marzo 2015 – verrà esposto a Villa Argentina, nell’anno del centenario della Grande Guerra, per celebrare la conclusione del restauro dell’edificio, mirabile esempio di Liberty in Italia, e la sua restituzione alla città di Viareggio, da parte della Provincia di Lucca, dopo 30 anni di abbandono e degrado.

“La Grande Guerra di Lorenzo Viani. Viareggio-Parigi-Il Carso. Pittura e fotografia della Grande Guerra in Lorenzo Viani e Guido Zeppini”: questo il titolo della mostra, presentata questa mattina in anteprima dal presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, dal presidente del consiglio provinciale, Andrea Palestini, dal curatore della mostra, Enrico Dei, dalla presidente della Fondazione Festival Pucciniano, Adalgisa Mazza, dal responsabile della comunicazione della della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Marcello Petrozziello e dal membro dell’organo di indirizzo della Fondazione Banca del Monte di Lucca, Pier Luigi Cinquini.

Un viaggio che dura da cento anni, dallo scoppio del primo conflitto mondiale, e che ora viene esplorato attraverso i lavori del più importante espressionista italiano, il viareggino Lorenzo Viani e del capitano medico, e fotografo dal fronte, Guido Zeppini. Oltre 120 opere – di cui dieci xilografie inedite di Viani – tra disegni, quadri, fotografie, oggetti privati e ricordi dell’artista.

La Grande Guerra, dunque, sarà il palcoscenico di questa esposizione, dedicata, nelle intenzioni degli organizzatori – Provincia di Lucca, ente capofila del progetto insieme a Fondazione Mario Tobino, Fondazione Festival Pucciniano, Comune di Viareggio e Soprintendenza BAPSAE di Lucca e Massa Carrara, con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Fondazione Banca del Monte di Lucca – ai 381 caduti viareggini, che partirono giovanissimi nelle loro divise grigio verdi, senza mai più fare ritorno a casa.

Lorenzo Viani in divisa grigioverde, dipinge e disegna scene di civili coinvolti, loro malgrado, nella follia armata: anonimi e umili soldati, attori di sanguinari scontri subiti e commessi. I suoi capolavori ci appaiono come un diario di guerra: nere croci di un cimitero, macabri funerali, trincee come tombe, terrore di battaglia. Guido Zeppini, invece, ci consegna quell’orrore con l’occhio attento e veritiero del fotografo, che immortala scene di soldati, accampamenti, carneficine, trincee, rovine di abitazioni bombardate, vita quotidiana nelle interminabili ore di attesa e di paura, offrendo al visitatore uno spaccato reale, e molto emozionante, di quello che fu il primo conflitto mondiale.

«La mostra è una bellissima opportunità per far vivere questo posto – ha spiegato Baccelli – La Villa deve diventare luogo di incontri, di concerti, di mostre di grande livello: dobbiamo recuperare la memoria, l’identità del territorio, partendo proprio dalle personalità e dai fenomeni culturali del Novecento che hanno reso grande Viareggio e la Versilia».

All’interno dell’esposizione troveranno spazio, oltre a due disegni e due bronzi di Domenico Rambelli, uno dei massimi scultori del Novecento e autore del monumento ai caduti di Viareggio, più di 60 opere di Viani. Quadri realizzati con varie tecniche, dieci xilografie inedite, effetti personali e lettere che il pittore scrisse e ricevette quand’era al fronte. Al loro fianco verranno ospitate anche 60 fotografie di Zeppini, accompagnate da documenti e oggetti cari al fotografo.

«Il mio progetto nasce da motivi personali – commenta Enrico Dei, curatore della mostra – e si lega alla memoria di mio nonno Silvio, un ragazzo del 1898, partito per la guerra dal piccolo paese di Titignano, in provincia di Pisa. Un solido contadino pieno di forze che, arruolato come bersagliere, tornò dal fronte con gravi ferite. Sono cresciuto e sono stato educato dalla mia famiglia che adorava quest’antico bersagliere che mai ha fatto pesare la sua condizione di mutilato, con cui riuscì a convivere in maniera esemplare per il resto della sua vita. Nonostante le sue mutilazioni era un uomo vivace, dinamico e con alti valori morali».

«L’altro motivo che mi ha spinto ad allestire questa mostra – prosegue Dei –  si lega alla città di Viareggio e viaggia su due binari. Uno è Marco Lenci: un caro amico che anni fa mi parlò di una sua ricerca sui caduti nella Grande Guerra del comprensorio viareggino. I nomi di questi concittadini verranno ricordati, oltre che in catalogo, anche in una sorta di epigrafe in esposizione in una sala di Villa Argentina che porterà il nome di Sala della Memoria. L’altro binario, invece, si chiama Lorenzo Viani, il grande espressionista nazionale, a cui Viareggio ha dato i natali. La sua poetica è sempre stata legata all’emarginazione, alla dura vita dei reietti e a tutto ciò che riguarda l’aspetto sociale, tutto ammantato della sinistra figura di Thanatos: condizione che diventa quotidianità nelle doline carsiche. Per questo viene proposto un percorso che certifica la posizione mentale dell’artista fin dai primordi della sua lirica. L’esposizione non si limita solo a quanto detto, difatti vengono inserite nel fil rouge espositivo le fotografie scattate da Guido Zeppini al fronte, un capitano medico con trascorsi viareggini».

Per l’inaugurazione di domani è previsto anche un rinfresco, organizzato dal panificio viareggino “Be’ Mi’ Tempi” di via della Gronda e dall’Azienda “Vini Galli Nico” di via del Garofano a Viareggio.

Per il primo giorno di apertura della mostra saranno organizzate anche visite guidate, tenute dagli studenti del liceo classico “G. Carducci” e dell’istituto alberghiero “G. Marconi”, a partire dalle 17 e fino alle 18,30. I gruppi, composti da venti persone, entreranno ogni cinque minuti accompagnati dai ragazzi. Dopo le 18,30 la Villa resterà comunque aperta per visite libere. Per prenotare la visita guidata è opportuno telefonare alla biglietteria del Festival Pucciniano, 0584.359322.

Lorenzo Viani, anarchico prima e fervente interventista dopo lo scoppio della guerra, è il più grande espressionista italiano e con forza ha dipinto e raccontato le divise grigioverdi, i civili innocenti e inconsapevolmente coinvolti nel conflitto. Entrato in guerra solo dopo essere stato respinto e arrestato per i suoi passati anarchici, è rimasto al fronte quasi quattro anni, fino al 1° gennaio 1919.  Caratterizzata da un tratto forte e deciso, la sua pittura racconta la vita e le vicende dei più deboli, con pennellate veloci e intense dove coesistono malinconica espressività e grazia poetica.

Guido Zeppini è stato fra i fondatori dell’Ospedale Tabarracci di Viareggio, inizialmente chiamato Ospedale Territoriale Umberto e Margherita, ricoprendo nel 1916 il ruolo di direttore. Esonerato dal servizio militare per anzianità, richiese e ottenne di essere trasferito come medico al fronte a Ronchi dei Legionari dove diresse un ospedale militare, ricevendo riconoscimenti significativi come la medaglia al valore e la medaglia di argento con palma della Croce Rossa Italiana. Zeppini venne onorato anche di un attestato di benemerenza sempre dalla CRI e di un encomio solenne dal Comando di Corpo d’armata di Firenze. Al fronte unì il suo impegno umano e medico alla passione per la fotografia, immortalando anche  avvenimenti di guerra meno conosciuti.

LA MOSTRA

La Grande Guerra di Lorenzo Viani. Viareggio-Parigi-Il Carso. Pittura e fotografia della Grande Guerra in Lorenzo Viani e Guido Zeppini.

Curatore: Enrico Dei

Comitato scientifico: Claudio Bolevvi, Claudio Casadio, Marcello Ciccuto, Romano Paolo Coppini, Enrico Dei, Marco Lenci, Gaia Querci, Ettore Rotelli.

6 dicembre 2014 – 1° marzo 2015

Villa Argentina – Viareggio

Vernissage sabato 6 dicembre ore 17

Dal lunedì alla domenica, orari: 10-13; 15,30-18,30

Ingresso libero

Info: Pagina Fb “Villa Argentina Viareggio”;  – 0584.359322

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