La lunga notte a caccia della droga: centinaia di auto “sniffate” dal cane della GdF

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TORRE DEL LAGO – Letizia Tassinari – La lunga notte delle Fiamme Gialle viareggine, impegnate nei controlli antidroga sulla Marina di Torre del Lago con il supporto dell’ unità cinfofila di stanza all’Aeroporto Galilei di Pisa, è iniziata poco prima di mezzanotte,  quando il popolo della movida si riversa sul viale Europa, destinazione i numerosi locali della zona, tra bar, pub e discoteche, per finire a notte fonda.  Tre le pattuglie della Guardia di Finanza, oltre al finanziere a quattro zampe Sadel, un bellissimo esemplare di pastore tedesco addestrato per la ricerca di sostanze stupefacente, che  hanno controllato, una ad una,  le autovetture e i loro passeggeri, per prevenire, oltre che reprimere, quelle che sono le pericolosissime conseguenze derivanti dall’ assunzione di droghe e alcol.

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Un fenomeno, quello dei mix di sostanze psicotrope, purtroppo non ancora debellato, e di difficile soluzione, nonostante le campagne informative sia attraverso i media che nelle scuole. Anzi in crescita, soprattutto nella Versilia, e che coinvolge sia i giovani che persone più mature. Una sniffata di coca per sentirsi più forti, o disinibiti, uno spinello per sentirsi “grandi”, la droga insomma come “additivo” al divertimento, per essere “fuori dalle righe”. Centinaia le macchine passate al setaccio, con conducenti e passeggeri “annusati” dal cane”. Due i turisti, dalle province di Firenze e di Prato, venuti a  trascorrere la serata sulla Marina, segnalati alle rispettive Prefetture come consumatori: il primo per hashish, e il secondo per cocaina, trovata in un cd e pronta per essere sniffata.. I militari in borghese hanno fatto da vedetta, davanti ai locali e nei parcheggi,  mentre i colleghi in divisa hanno invece cinturato la rotonda sul mare in fondo al viale Kennedy.

0210577088_1530399867192080_3170805422037556562_nAll’alt imposto, ogni fermato è stato fatto scendere dall’auto per passare al vaglio dell’ infallibile olfatto del cane antidroga. Molti i casi di persone e auto “inquinate”, e segnalate da Sadel: l’odore della droga addosso, o all’interno dell’abitacolo, era inequivocabile, ma dello stupefacente, in molti casi, nessuna traccia. Segno questo che poco prima la “roba” c’era, e che tantissimi giovani fermati, alcuni rei confessi “mi sono appena fatto una canna”, l’avevano consumata durante il tragitto, prima di recarsi nei locali dove poi avrebbero trascorso la notte. Come molte, e variegate, sono state le varie scuse per evitare di essere perquisiti, e “sgamati”: “Sono pulito”. Come fantasiosi sono stati i nascondigli scelti: sotto il tappetino e nel cruscotto della macchina si rischia troppo, ed è scontato, meglio l’interno degli slip e dei calzini, o la trousse porta trucchi della fidanzata o dell’amica. Ma il passaggio davanti al cane antidroga è un test affidabilissimo. Ed esente da errori. E quando Sadel dopo aver annusato, ha segnalato la presenza, la verità è saltata fuori, confermata prima dall’ apposito apparecchio narcotest e poi pesata sul bilancino di precisione a bordo dell’auto di servizio dei finanzieri. Il dato, solo due segnalati,  potrebbe far pensare a un calo di abuso di sostanze stupefacenti ma la realtà è che in molti casi la droga non c’era ma c’era stata, forse anche solo un minuto prima del controllo. E ormai, pur non essendo perseguibile a norma di legge, era, cosa ben più grave, nel sangue. Con pericolo per sé stessi e per gli altri.

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“Controllano alla rotonda se qualcuno ha con sè una canna – commenta qualcuno -, ma in fondo al viale gli spacciatori non si contano nemmeno da tanti ce ne sono”.  Ma quello dello spaccio è un problema annoso, e difficile da risolvere con semplici controlli: i pusher, esperti della zona, avvisati dalle “sentinelle”sempre in allerta, all’arrivo delle Forze dell’Ordine sanno come disfarsi della roba, nascondendola sotto la sabbia tra le dune, e tra le frasche nella vicina pineta.

 

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