La strage di Viareggio torna in aula: “Se ci fosse stato il muro il gpl sarebbe rimasto sui binari”

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – La strage ferroviaria di Viareggio? Un evento improbabile, ma anche prevedibile e, secondo quanto detto in aula dagli ingegneri Marcello Mossa Verre, Marco Carcassi e Francesco Marotta, tutti e tre consulenti dell’accusa, Fs non avrebbe fatto nulla per ridurre i rischi del trasporto pericoloso su binari, come nel caso della cisterna carica di gpl, esplosa dopo il deragliamento in stazione a Viareggio, e che ha provocato la distruzione di via Ponchielli e la morte di 32 vittime, innocenti. Si è riaperto questa mattina, con la loro deposizione, il processo al Polo Fieristico di Lucca, e la tesi degli ingegneri avvalorerebbe quanto, da sempre, i familiari delle vittime sostengono: “la strage poteva, e doveva, essere evitata”.  Alla domanda, posta loro, dal pubblico ministero Salvatore Giannino e dal collega Giuseppe Amodeo, i tre esperti, auditi collegialmente, hanno risposto che anche le altre cisterne del treno maledetto, quello che seminò fuoco e morte, avrebbero potuto esplodere a causa del surriscaldamento, visto che Rfi, in questo caso, non aveva preso precauzioni per diminuire il rischio. Se non sono esplose, quindi, è stato solo per un miracolo.  E se fossero esplose? Forse Viareggio piangerebbe una strage ancor peggiore. “A quanto ci risulta — hanno ribadito a chiare note gli ingegneri — non sono state prese iniziative o azioni tese a ridurre i rischi a livello trascurabile come impone la legge”. Quanto al muro di contenimento, assente quando avvenne l’esplosione della cisterna, durante l’udienza è stato riprodotto un video con la simulazione di quanto accaduto la notte d’inferno del 29 giugno 2009, e di quanto invece sarebbe potuto accadere se il muro ci fosse stato: la nube bianca di gpl, fuoriuscita dalla cisterna squartata, senza muro ha trovato la via libera, entrando  nelle case di via Ponchielli, poi andate in fiamme, mentre se il muro, alto dai 4 ai 5 metri, ci fosse stato, la nube assassina sarebbe rimasta lungo i binari della ferrovia. Ma il muro non c’era, e ci sono stati 32 morti.

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