“La Viareggio che noi sogniamo”, la proposta del brand da un cittadino

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VIAREGGIO – “Nella convinzione che Viareggio, per la sua collocazione, le sue caratteristiche e la sua tradizione, abbia ancora tante frecce nel suo arco e non possa non risorgere dall’attuale situazione di crisi, intendiamo farci portavoce di un’istanza di rinnovamento da più parti auspicata ma che per una serie di motivi risulta di difficile avvio”. Un gruppo su Facebook, “Rilanciamo Viareggio”,  con una idea a firma di Massimo Pistelli, iinsegnante in pensione, e il sogno di una Viareggio da sogno:
“La questione turismo è di primaria importanza perché, essendo una risorsa importantissima per la prosperità della zona, dalla sua salute dipende tutta la gestione dei beni pubblici, i servizi, gli investimenti e il sostegno alle fasce sociali più deboli. Fra l’altro è una risorsa che nessuno ci può rubare del tutto perché si trova in questo posto specifico che è unico e meraviglioso dal punto di vista storico e naturale.
In primo luogo è necessario prendere coscienza dei cambiamenti avvenuti e ancora in atto nel settore del turismo e smettere di guardare con inutile rimpianto alle glorie di un passato non più recuperabile e pensare invece a ridisegnare una nuova Viareggio turistica che non dimentica quello che è stata, ma che intende guardare al futuro con fiducia e sicurezza nei propri mezzi attuali.
A questo scopo riteniamo necessario elaborare un piano di ampio respiro e a lungo termine che tenga conto della natura della città, della sua storia, collocazione, cultura, aspirazioni e potenzialità. Si tratta in pratica di creare una nuova immagine della città attraverso le sue caratteristiche e la sua offerta. La cosa non è immediata perché Viareggio è fortemente caratterizzata dalla sua importante storia e questo, che a prima vista può sembrare un vantaggio, in realtà tende a rendere più difficile ogni cambiamento. E’ invece estremamente urgente cambiare per rispondere alle esigenze del turismo di oggi. E’ inoltre necessario che questi cambiamenti siano compatibili con la natura della città e che delineino una fisionomia diversa, peculiare, rispetto a quella delle altre località della Versilia, nella prospettiva anche di una unificazione delle sue strutture amministrative e associative, cosa che non si può alla lunga rimandare. Questo perché non si potrebbero curare i vari interessi se tra di loro ci fossero conflitti di tipo concorrenziale.
Questa fisionomia particolare si dovrà configurare, per essere riconoscibile ed attrarre, come un vero e proprio “BRAND”.
In un momento di crisi come questo può assalire il dubbio che pensare al futuro, magari anche in grande, sia inutile, ma non è così, perché avere davanti una prospettiva è utile, non solo per dare fiducia alle persone, ma, in maniera più concreta, perché stimola i privati ad agire, nel loro piccolo, in quella direzione e quindi ad operare dei cambiamenti o prendere delle iniziative che alla lunga possono contribuire in maniera determinante alla rinascita della città.

Viareggio si distingue da moltissime altre località per alcuni fattori. Vediamo di elencarli in modo da prendere poi spunto da quelli per la costruzione del “brand”. Iniziamo da quelli che ha in comune con le altre località della Versilia che dobbiamo smettere di considerare come concorrenti e con cui dobbiamo iniziare a fare squadra.
1. Ha il mare ed una bella e grande spiaggia naturale. Non è il mare più bello d’Italia naturalmente, ma se lo curiamo è un mare più che accettabile, quindi consideriamo la qualità delle acque come una priorità.
2. È in Toscana ed è vicinissima a molti importanti e conosciuti luoghi d’arte.
3. Ha una tradizione culinaria di tutto rispetto.
4. Le Alpi Apuane sono a due passi, ed offrono un’opportunità naturalistica di tutto rispetto.

Più esclusive di Viareggio sono invece le seguenti caratteristiche:

1. Anche se piccola è pur sempre una città con tutti i servizi e le opportunità che quella offre, è dotata di grandi spazi e permette una ricettività di dimensioni piuttosto importanti.
2. Ha il porto.
3. Ha una passeggiata molto bella e abbastanza rara nel suo genere.
4. Ha un parco naturale affacciato sul mare che è Patrimonio dell’Unesco.
5. Ha un lago bellissimo dove si possono effettuare politiche di recupero degli ecosistemi attualmente persi.
6. Ha un’architettura ancora di un certo pregio che la denota storicamente ed è motivo di interesse per molte persone e può fare da sfondo a svariate manifestazioni.
7. Ha una stazione ferroviaria di una certa importanza ed è all’uscita di uno snodo autostradale strategico tra nord, sud ed entroterra regionale.
8. Ha un Mercato di un certo pregio architettonico e vicino alla stazione.
9. Ha delle manifestazioni tradizionali che la caratterizzano e sono storicamente collegate al suo nome: Carnevale, Torneo giovanile di calcio, Premio Rèpaci-Viareggio, Festival Puccini, ed altre più recenti e forse meno famose ma che possono essere riprese come il Festival Gaber e incentivando nuove idee si possono organizzare manifestazioni di ogni tipo.
10. Ha delle attrezzature sportive che in passato sono state molto famose per eventi di vario genere e devono essere recuperate per evitare un colpevole, definitivo abbandono.
11. Ha un terreno totalmente pianeggiante adattissimo a molte attività sportive.
12. Sono presenti alcune strutture museali di un certo valore.

Molte altre località hanno caratteristiche simili, ma non le hanno tutte insieme e questo dà a Viareggio delle chances particolari. Elencate così ci appaiono anche di un certo rilievo e ci danno la misura di quanto sia impossibile che una città come la nostra non torni ad essere un’attrattiva turistica. Ma di ognuna di queste caratteristiche non è difficile delineare, al momento, grossi difetti che tutti noi conosciamo bene e che pertanto non perdiamo tempo a elencare. Quello che invece è più utile fare è dedurre da quelle caratteristiche come si potrebbe rendere più attraente la città attirando vecchi e nuovi turisti.

Facciamo ora alcune considerazioni sulle caratteristiche dell’attuale offerta turistica di Viareggio.

1. La stagione balneare è breve e naturalmente legata al clima. Quindi pensare ad un turismo solo legato a quella, limita molto le potenzialità della città.
2. Il Carnevale si sviluppa molto a lungo ma attira gente solo nei finesettimana ed è molto condizionato dal tempo.
3. Tra Carnevale e Pasqua non c’è nulla e anche la Pasqua, di per sé, senza eventi particolari, non è motivo sufficiente per portare turisti in città.
4. Maggio non offre nulla e la garanzia del bel tempo e del caldo non c’è.
5. In settembre, soprattutto la seconda metà, c’è pochissimo turismo.
6. Ottobre sarebbe un mese importante anche perché collega i Comics (momento di grande lavoro) alla stagione, ma non c’è nulla e di poter fare il mare non c’è assolutamente nessuna garanzia.
7. Durante i Comics, ai giovani che la sera rientrano in città, non si offre praticamente nulla.
8. Le vacanze di Natale, come Pasqua, non sono motivo sufficiente per fare le vacanze a Viareggio e Capodanno da solo non permette un lavoro tale da rendere utile aprire le strutture.

Quale può essere dunque il BRAND VIAREGGIO e come è possibile rendere la città di nuovo attraente dal punto di vista turistico?

Va da sé poi che bellezza, pulizia, sicurezza e decoro devono sempre essere presenti qui come altrove e le gestioni che si sono succedute al governo della città sono risultate molto distratte proprio su questi temi. Inoltre un’attenzione particolare deve essere rivolta al turismo giovanile italiano e straniero perché è un turismo che fa molto “notizia” e porta le località sulle pagine dei giornali, TV e network. I giovani possono determinare la fama e il successo degli eventi. Quindi questi vanno scelti e organizzati con una estrema attenzione a questo aspetto.
Noi crediamo che Viareggio possa avere un target turistico piuttosto ampio e di una certa qualità, che includa il relax, l’escursionismo, lo sport, il divertimento, la cultura, e che soprattutto consenta tutte queste cose nello stesso tempo, rivolgendosi a turisti molto eterogenei per età, interessi e provenienza. Pensiamo che si possa lavorare molto sugli eventi esistenti e ampliarli nella direzione che essi già offrono.
Ognuno dei settori deve essere attentamente riconsiderato in vista di quel turismo che intendiamo attrarre. Inutile inseguire esempi alieni alla nostra vocazione come il divertimento sfrenato o il turismo di massa che non ci appartengono per cultura ma di cui non abbiamo neppure bisogno se utilizziamo bene le nostre grandi e belle risorse.
Sempre con una certa attenzione ai giovani, che vuol dire anche guardare al futuro e alla comunicazione, ma anche al sempre crescente turismo soprattutto estero e dotato di una certa cultura “dei non più giovanissimi” o anziani ‘tout court’, pieni di curiosità artistiche, paesaggistiche, naturalisctico/sportive e gastronomiche, dobbiamo puntare al concetto di HUB e a fare di Viareggio (e così pubblicizzarla) “una città per tutte le stagioni” il cui slogan/mantra potrebbe essere qualcosa come “ALL AROUND ONE”. Una località con i servizi tipici di una città e non di un paese-villaggio uniti ad un’offerta naturalistico–gastronomico-logistica di grande portata. Dobbiare fare in modo da creare la percezione di una città (e i viareggini devono essere i primi ad interiorizzare questo concetto) in grado di soddisfare tutte insieme tantissime e diversissime esigenze. Da non trascurare poi il fatto che il territorio ampio e pianeggiante favorisce ogni genere di accessibilità, un tipo di offerta che deve essere non solo pubblicizzata, ma anche ampliata in modo da diventare una nota caratterizzante della città.
Dal punto di vista comunicativo occorre investire nella Rete con molta attenzione alla psicologia, mentre la parte documentaristico-grafica si deve concentrare proprio sulle nostre bellezze naturalistiche (anche con riprese tramite droni che sono di rapida e facile presa). Mettendo al centro la città con il suo nome, le foto e i suoi simboli e intorno tutto ciò che presupponiamo siano le aspettative di un turista per una vacanza itinerante o stanziale (natura intesa come varietà, paesaggio, sport, cultura, arte, storia, relax, mare, wine tasting, cucina di mare e di terra…).

Di conseguenza dobbiamo sviluppare tutto ciò che va in quella direzione e che non la contraddice:
1. Valorizzazione della natura (spiaggia, mare, lago, parco, pineta, monti) e del modo di usufruirne: piste ciclabili, percorsi natura, spiagge libere, escursioni montane. Il parco naturale non si presta ad essere usato come spiaggia libera, ma si presta invece alla creazione di un parco naturista che attirerebbe un turismo di grande rispetto per l’ambiente e la natura.
2. Recuperi edilizi, stop alla cementificazione, incremento e cura attenta del verde.
3. Abbattimento delle barriere architettoniche e creazione servizi per ogni tipo di disabilità.
4. Ripensare le manifestazioni storiche e tradizionali in chiave moderna e di sviluppo. Come allargare il premio Viareggio al settore dei libri autoprodotti o incrementare le occasioni per i giovani nel mondo della lirica. Il Carnevale, una tradizione grandiosa che deve ripensarsi in grande e alla quale stiamo lavorando con numerose idee, coordinandosi anche con i Comics e con altre iniziative di satira e divertimento e vivendo tutto l’anno.
5. Creare nuove e varie occasioni di divertimento per i giovani. Siamo favorevoli a luoghi come bar e discoteche nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilita’ cittadina, ma senza dimenticare altre forme di divertimento alternativo, apprezzate da tanti giovani italiani e stranieri.
6. Stimolare la crescita di occasioni di svago, divertimento, e relax a contatto con il mare, rendendolo visibile, fruibile, accessibile e vivibile tutto l’anno.

Non vogliamo certamente esaurire qua il discorso generale sull’offerta turistica, anche se nel dettaglio potremmo già approfondire ogni singolo argomento con molte idee da sondare e sottoporre all’attenzione della città. Vogliamo solo indicare la nostra direzione di marcia. Saranno poi i cittadini e gli imprenditori a riempire di contenuti veri e fattibili queste nostre idee. Auspichiamo che ognuno, categorie economiche in primo luogo, sappia sollevarsi un po’, per il bene della collettività, da quelli che crede siano i suoi interessi immediati, reflettendo sul fatto che una città in declino alla fine penalizza tutti, mentre una città rigogliosa e ricca ricompensa largamente tutti”.

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