L’Ammiraglio Angrisano scrive a Santini: “La sua cultura navale è perfetta, ma…”

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VIAREGGIO – Consigliere, innanzitutto ho molto apprezzato la Sua cultura storico-navale. Di questo me ne compiaccio. Come è facilmente intuibile non posso né apprezzare, né compiacermi del contenuto dei Suoi interventi sulla stampa, fondati su asserzioni che, se avessero il privilegio del vero, debbono formare oggetto di specifico interessamento dell’Autorità Giudiziaria nei confronti del sottoscritto, titolare delle determinazioni assunte in occasione del trasferimento del Comandante del Porto di Viareggio”.

La missiva, che pubblichiamo integralmente, arriva dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto, è a firma del comandante Ammiraglio Ispettore Capo Felicio Angrisano ed è indirizzata ad Alessandro Santini dopo che quest’ultimo era andato all’attacco per il trasferimento del Comandante Marco Iacono ( leggi anche Santini: “Le tangenti del Porto vincono, la Capitaneria ne ) :  “Non ritengo di doverLe spiegazioni sul mio operato, frutto, mi creda, di attenta analisi, di matura riflessione, di formali relazioni, di confronto diretto con il Comandante Iacono. Il mio ruolo, ma soprattutto la mia funzione, mi impongono scelte a volte “dolorose”, ma essenziali per il miglior andamento e l’efficienza della cosa pubblica. Né, forse per la riservatezza delle indagini a cui Lei fa riferimento, tali attività di polizia giudiziaria sono state portate a conoscenza del Direttore Marittimo della Toscana, del Capo del personale, del sottoscritto. Ed è corretto che così sia; non è corretto che – di contro – indagini riservate – che non meritano o, meglio, non debbono essere portate a conoscenza delle superiori gerarchie – siano note a soggetti terzi.  Nel salutarLa, Le offro la mia disponibilità ad ogni Sua richiesta di incontro, disponibilità che avrà un solo limite: quello legato alle indicazioni che mi perverranno dall’Avvocatura Generale dello Stato alla quale mi sono rivolto per acquisire il parere legale in ordine alla sussistenza dei presupposti di eventuali condotte illecite rilevabili nella vicenda di che trattasi, da perseguire di iniziativa”.

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