Lavori socialmente utili per richiedenti asilo politico: la giunta approva un disciplinare

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VIAREGGIO – I richiedenti asilo potranno essere impegnati, a titolo volontario e non retribuito, in lavori volontari socialmente utili (Lvus): la giunta comunale ha infatti approvato un disciplinare nel quale vengono definiti i contenuti e le procedure per l’attivazione dei ‘Lavori volontari di utilità sociale’. Lo scopo è quello di promuovere l’inclusione sociale nonché l’acquisizione da parte dei richiedenti asilo, di competenze linguistiche e professionali di base.

Le proposte di LVUS possono essere strutturate, alternativamente, su due livelli: Lavori Generici e di Primo Livello, che non richiedono esperienze pregresse, da rivolgere ai richiedenti asilo nei primi 6 mesi della loro permanenza, e Cantieri delle Competenze, per coloro che sono presenti in Italia da più di 6 mesi oppure possiedono titoli di studio o professionalità o esperienze utili all’attività da svolgere.

Le attività di LVUS, nei limiti delle opportunità esistenti, devono garantire libertà di scelta, varietà e differenziazione in modo da adeguarsi alle esigenze dei diversi stadi del percorso di accoglienza, rispettare le vocazioni e promuovere le professionalità dei richiedenti asilo disponibili.

In sostanza l’Ente pubblico, le società partecipate o altre organizzazioni di terzo settore, presentano dei progetti di durata definita, rivolti ad un quantitativo chiaramente identificato di partecipanti: gli enti e le organizzazioni che intendano proporre la realizzazione di un LVUS dovranno identificare un’associazione di volontariato di appoggio, presentare insieme ad essa un progetto all’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Viareggio e sottoscrivere insieme all’associazione di volontariato ed al Comune, un protocollo di intesa.

Il richiedente asilo che intenda svolgere attività di LVUS deve manifestare la propria opzione per uno o più lavori tra quelli disponibili all’ente gestore del CAS o dello SPRAR nel quale è accolto. Prima di iniziare l’attività scelta, il richiedente asilo deve sottoscrivere un Patto di Volontariato con l’ente organizzatore del LVUS.

«Nell’attivazione di questo progetto abbiamo ritenuto fondamentale un concetto che spesso viene sottovalutato – commenta l’assessore al Sociale Gabriele Tomei -: il lavoro volontario non è un prezzo che i richiedenti asilo devono pagare in cambio dell’accoglienza».

«Il Luvs, così come l’abbiamo strutturato, è un’occasione per mettere la propria libertà e dignità al servizio della comunità in cui, per un certo periodo, questi ragazzi si trovano a vivere – continua Tomei –. Al di la’ delle barricate e dei preconcetti che ogni giorno deve affrontare chi si occupa di questi temi, è un fatto che i richiedenti asilo che accogliamo in città sono quasi sempre ragazzi o anche giovani donne. Persone che conoscono più di una lingua, che nel loro paese hanno studiato».

«Mettere a frutto le loro competenze – conclude – pure a titolo gratuito e per un periodo di tempo definito, non può che aiutarli ad entrare in contatto con la comunità che li ospita e a farsi conoscere per quello che sono: non spacciatori o delinquenti di default ma persone che cercano una casa perché la loro non era più sicura».

 

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