Le marine fuori dall’area protetta? Un incontro pubblico per spiegare come il Parco può essere utile a Viareggio

0

VIAREGGIO – L’Ente Parco interviene nuovamente sull’annuncio della raccolta firme – un’iniziativa “anacronistica” e “priva di qualsiasi concreto collegamento con la realtà” – che avrebbe, nelle intenzioni dei promotori, l’obiettivo di chiedere la riperimetrazione del Parco. Sarebbe più utile, in realtà, fare chiarezza e informare correttamente i cittadini su quali siano le competenze del Parco, oltre che spiegare quali siano le reali opportunità di intervento in situazioni come quella della Pineta di Levante: si tratta infatti argomenti che l’Ente ha già avuto modo di chiarire in più occasioni.

E proprio sul tema di “cosa può fare e cosa potrà fare” il Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli per Viareggio e Torre del Lago e di come un’area protetta possa essere utile ad una realtà in grave difficoltà, il Presidente dell’Ente Parco Fabrizio Manfredi invita sin d’ora tutte le forze politiche e sociali cittadine ad un momento di confronto pubblico che si terrà venerdì 12 dicembre, dalle 9 alle 13, nella sala di rappresentanza del Comune di Viareggio.

Anche nel recente passato, all’Ente Parco vanno ascritti interventi benemeriti fatti negli anni a beneficio del territorio, come ad esempio aver creato opportunità di sviluppo per le marine di Levante e Torre del Lago in termini urbanistici, aver dato vita ad un centro visite che svolge attività di educazione ambientale e di visite guidate alle quali partecipano migliaia di persone tra bambini e visitatori, aver realizzato tutti i camminamenti sulle dune nella Riserva della Lecciona per rendere l’accesso alla spiaggia sicuro e rispettoso del contesto ambientale, aver allestito un camminamento didattico interno alla pineta di Levante di grande attrattiva e organizzare ogni anno monitoraggi e interventi di prelievo faunistico.
«L’ambiente che circonda le marine – ricorda il Presidente Manfredi – non deve essere tutelato perché esiste il Parco, ma è l’area protetta ad essere stata istituita per salvaguardare un contesto assai delicato dal punto di vista ambientale, nel quale sono presenti habitat e specie di interesse conservazionistico protetti dalle direttive comunitarie: da tale situazione non è possibile prescindere e non si può dunque pensare di esorcizzare la questione mettendo in discussione l’esistenza del Parco, che ha invece saputo dimostrare di essere un volano di sviluppo sostenibile nella zona dando anche negli ultimi anni la possibilità agli operatori economici di effettuare i propri investimenti nella piena consapevolezza dei “vincoli” esistenti.»

Che l’Ente Parco non abbia alcun potere di sostituirsi ad altri organi dello Stato o istituzioni dovrebbe essere ormai chiaro a chiunque; ciò è ancor più vero in caso di comportamenti delinquenziali come lo spaccio di sostanze stupefacenti, la presenza di persone senza fissa dimora e altre situazioni di degrado che travalicano i propri compiti istituzionali, tant’è che per cercare di porre rimedio a tali situazioni sono state condotte operazioni ad hoc direttamente dalle Forze dell’ordine, anche nel recente passato, e spesso sotto il coordinamento delle prefetture.
Nella Pineta di Levante e, più in generale, in tutte le aree boscate nella Tenuta Borbone, l’Ente Parco è d’altronde competente solo in materia di pianificazione e supervisione ambientale, nonché per il rilascio dei necessari nulla osta, e non per manutenzioni o eventuali interventi di gestione forestale, la cui attuazione è demandata al Comune di Viareggio, in qualità di soggetto proprietario dei terreni, sulla base di un apposito piano decennale che è stato approvato nel 2008.

L’Ente Parco intende dunque ribadire pubblicamente ancora una volta l’impegno e la serietà che esso sta mettendo in campo nell’affrontare a tutto tondo le questioni aperte, da un lato dando la necessaria importanza agli aspetti naturalistici – che non sono ovviamente legati alla perimetrazione dell’area naturale protetta di per sé, ma alla presenza di una porzione di territorio assai sensibile con specie e habitat di interesse comunitario che il Parco o altre istituzioni del territorio sarebbero in ogni caso chiamate a presidiare – e dall’altro cercando di far sì che possano essere sviluppate, come gli stessi strumenti urbanistici consentono, attività economiche di vario genere, anche per dare la possibilità al tessuto economico locale di svilupparsi come appunto previsto da tali strumenti.

No comments

*