Le opposizioni chiedono il siluramento di Solonia? Risponde Martini

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VIAREGGIO – E’ Matteo Martini, consigliere comunale anziano, con tanto di “vidimazione” del sindaco Leonardo Betti, a rispondere all’opposizione che, in massa, ha chiesto il siluramento di  AntonioSolonia ( leggi anche: Le opposizioni chiedono la rimozione del segretario generale Salonia ).

E la missiva, che pubblichiamo integralmente, è stata inviata anche al Ministero degli Interni: “In relazione ed a confutazione del contenuto della nota in oggetto, si fa presente che il vigente regolamento del C.C. approvato con delibera n. 78 del 18/1/2007 e successive modifiche ed integrazioni, all’art. 44, 1° comma, testualmente recita: “Il Consiglio comunale è riunito validamente con l’intervento di almeno un terzo dei Consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il Sindaco, e delibera a votazione palese e a maggioranza dei votanti, tranne nei casi di maggioranze qualificate espressamente richieste dalla legge e dallo Statuto. Il Consiglio comunale è riunito validamente quando intervenga almeno la metà dei Consiglieri assegnati al Comune, quando la deliberazione riguarda i seguenti atti: bilanci comunali e relazione previsionale, conto consuntivo ed equilibri di bilancio, regolamenti, piani urbanistici e relative varianti“.

Rispetto a tale previsione occorre quindi osservare come il predetto regolamento, in buona sostanza, preveda due distinti quorum per la validità delle sedute:

–          Un quorum “ordinario” pari ad 1/3 dei consiglieri assegnati (ad esclusione del Sindaco), e quindi pari a 8 consiglieri;

–          Un quorum “qualificato” per procedere alla discussione e quindi alla votazione di atti particolari per i quali è invece richiesta la presenza della metà (compreso il Sindaco) dei consiglieri assegnati e quindi 13 consiglieri.

Orbene, l’ordine del giorno della seduta del Consiglio Comunale del 10/9/2014 (che, ad ogni buon conto, si allega) prevedeva, come da sempre, per prassi e consuetudine, prima di procedere alla formale discussione delle proposte di deliberazioni, la possibilità di dar seguito a comunicazioni, rispettivamente, del Presidente, del Sindaco e delle Commissioni.

Dopo l’effettuazione da parte del Segretario Generale dell’appello (alle ore 9,30), il cui esito veniva comunicato al Consigliere Anziano Incaricato (n. 11 consiglieri presenti) e pertanto prima di procedere alle eventuali comunicazioni, su richiesta del Consigliere Favilla, il Consigliere Anziano Incaricato concedeva una sospensione dei lavori, per dieci minuti.

Alla ripresa dei lavori, il Segretario Generale effettuava nuovamente l’appello, accertava e comunicava al Consigliere Anziano Incaricato la presenza nuovamente di 11 consiglieri.

A questo punto, avvalendosi di quanto previsto dall’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale, il Sindaco Betti richiedeva al Consigliere Anziano Incaricato, che gliela concedeva, la parola per una comunicazione.

Il Consiglio quindi in quel momento era validamente costituito in quanto stava trattando questioni (nemmeno quindi una deliberazione) per le quali, come è di tutta evidenza, non è richiesto, secondo le previsioni del citato comma 1 dell’articolo 44, un particolare quorum.

Tutto ciò è ancora più evidente, come si desume dal verbale della seduta, allorquando il Consigliere Anziano Incaricato, accertato che a seguito delle comunicazioni del Sindaco e dell’intervento del Consigliere Brocchini non vi erano altre richieste di intervento, passava alla discussione del primo punto e, dopo aver formalmente richiesto al Segretario Generale di rifare ulteriormente l’appello, constatando la presenza in aula di undici consiglieri, quorum non sufficiente per la discussione dell’argomento, dichiarava deserta la seduta.

Sin qui i fatti e le circostanze che risultano dallo stesso verbale della seduta.

Quanto all’atteggiamento tenuto dal Segretario Generale, si può tranquillamente affermare che lo stesso si è strettamente attenuto alle sue prerogative e competenze, non potendosi nemmeno ipoteticamente immaginare che tra queste ci sia anche quella di sciogliere, o anche solo suggerire di farlo, il Consiglio Comunale, ma solamente segnalare l’esito dell’appello nominale, cosa che, come risulta inequivocabilmente dal verbale, lui ha correttamente fatto. Né poteva, del resto interloquire direttamente con alcuno dei consiglieri, in quanto il ruolo che svolge il Segretario Generale durante le adunanze del Consiglio Comunale è puntualmente definito nell’articolo 59 del suddetto Regolamento, all’interno del quale si fa esplicito riferimento alla sua competenza a “fornire informazioni e chiarimenti al fine di facilitare l’esame degli argomenti in discussione …”, né appare plausibile un intervento diretto del medesimo Segretario Generale alla luce dell’articolo 45 verosimilmente citato impropriamente nella nota in oggetto. E’ invece sicuramente il Presidente del Consiglio, secondo quanto previsto dall’articolo 10 del Regolamento ed in specifico dai commi 4, 5 e 6, a regolare il proficuo funzionamento dell’assemblea consiliare. Tanto si doveva in ragione del pieno rispetto dei fatti e delle vigenti previsioni regolamentari.

 

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