Lente d’ingrandimento sul problema casa. Parla l’assessore Lazzerini

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Riceviamo e pubblichiamo la lunga lettera-programma dell’assessore al sociale e alla casa, Isaliana Lazzerini, sui progetti che il comune di Viareggio intende portare avanti nei prossimi anni.

“Nel Comune di Viareggio, come sappiamo, gli sfratti da privati sono molto alti: pochi per fine locazione, la maggior parte per morosità, alcuni dovuti anche alla vendita delle case all’asta.

Si parla di “morosità incolpevole”, quando l’affittuario ha perduto il lavoro e ha dovuto scegliere tra pagare l’affitto e le bollette, ed ha optato per le seconde.

Alta è la presenza degli extracomunitari che chiedono un’abitazione nel Comune di Viareggio, anche perché la città ha un patrimonio immobiliare vasto e molti sperano di avere qui un alloggio assegnato: la legge dice, infatti, che basta dimostrare che da cinque anni si risiede nella Regione, per poter fare la domanda per le case popolari.

Uno dei motivi per cui è difficile dare risposte adeguate è l’occupazione abusiva della case popolari, sia per sfondamento, che per occupazione senza titolo. E’ stato verificato anche che alcune di queste sono state subaffittate, oppure da vari anni non viene pagato il canone minimo richiesto, e ci sono persino allacci abusivi a luce e gas.

Esistono poi le case ad affitto calmierato, dove la situazione è migliore, perché vengono rispettati gli accordi.

Per l’emergenza abitativa invece, l’ente locale è bloccato perché chi ne usufruisce dovrebbe liberare gli alloggi in breve tempo ed invece spesso ci sta a tempo indeterminato, impedendo di intervenire in altre situazioni.

Il Sindaco Betti e l’Assessore Lazzerini insistono sulla differenza tra l’occupazione abusiva per sfondamento e l’occupazione abusiva per mancanza di titolo (legge 96). Lo sfondamento infatti fa rischiare una condanna penale, addirittura anche per i figli che compiono la maggiore età mentre abitano nella casa abusiva, mentre l’occupazione senza titolo è un problema amministrativo che può essere gestito. “Sono rimasta molto amareggiata dell’occupazione per sfondamento avvenuta in via Matteotti – dichiara l’Assessore Lazzerini -. Il 3 aprile scorso avevamo fatto una riunione per dire che potevamo concedere una piccola risorsa: 1800 euro, una tantum a chi fosse sotto la soglia di povertà (6400 euro annue). L’8 aprile è stato occupato per sfondamento l’edificio di via Matteotti. Così quelle famiglie non potranno avere nessun aiuto dal Comune di Viareggio per cinque anni, anche se l’occupazione durasse un giorno: non siamo noi a dirlo, ma è la legge a stabilirlo. Chi invita le persone veramente in difficoltà a occupare, fa loro un danno. Non potranno più fare domanda , né per l’emergenza abitativa, né avere aiuti economici”. Per precisione, l’edificio di Via Matteotti è in dotazione all’Ufficio patrimonio, non all’Ufficio Casa.

Quali soluzioni, sia in tempi brevi che più a lungo termine?

  1. La delibera per l’ingresso nella Fondazione Casa è pronta, si attende che passi in Consiglio Comunale;

  2. La Regione ha già stanziato 50mila euro per “morosità incolpevole” che potrebbero essere utilizzati dal Comune per trattare con i proprietari, sanare il debito e prorogare l’affitto, anche se pochi proprietari accettano l’offerta;

  3. I lavori per i 24 appartamenti alla Migliarina sono ripartiti in questi giorni, mentre i 22 appartamenti di Torre del Lago sono per adesso fermi per problemi dell’Erp;

  4. La variante urbanistica dell’ex- Inapli permetterà il co-housing e l’accoglienza temporanea. Il Comune di Viareggio entra nella Fondazione Casa cedendo i diritti di superficie del terreno intorno all’ex-Inapli;

  5. L’Erp ha già stanziato un milione per la ristrutturazione dei blocchi di via Lenci;

  6. Quattro appartamenti per giovani coppie sono pronti in via Ponchielli;

  7. Al Ferrhotel di via Matteotti c’è posto per 24-28 persone ma solo per periodi brevi. C’è un regolamento da rivedere e da rifare ed anche la convenzione con l’Auser che prima lo gestiva è ormai scaduta;

  8. Ci sono 10mila metri quadri di terreno alla Lisca, dove potrebbe sorgere una specie di villaggio della solidarietà , con un progetto da finanziare. Ci sono già gli allacci;

  9. C’è una palazzina all’ex-gasometro che potrà essere ristrutturata con 160mila euro ed ospitare cinque unità abitative per una o due persone in co-housing;

  10. C’è un’altra casa sequestrata alla mafia che potrebbe divenire un rifugio per donne maltrattate (progetto da gestire in collaborazione con l’associazione Libera);

  11. Nel nuovo Regolamento per l’emergenza abitativa a cui si sta lavorando, ci sarà un punteggio anche per le donne maltrattate, o per gli uomini rimasti soli da nuclei familiari, un punteggio anche per chi è stato sfrattato.

  12. Gli appartamenti dell’ex-Tabarracci sono attualmente tutti occupati, e sono destinati solo per ultra-65enni, per una o due persone perché non superano i 52mq

In ogni modo bisogna rendere tutta la città partecipe del problema casa – commenta l’Assessore – attraverso l’Agenzia Casa, collegata appunto alla Fondazione Casa, si possono cercare sul mercato privato appartamenti, promuovendo la coabitazione e la mobilità interna: se paga l’agenzia, il proprietario alla fine si fiderà, e si potranno utilizzare anche i contributi della legge regionale per il conto affitto. Per l’occupazione abusiva delle case popolari, bisogna verificare caso per caso: ci vuole un gruppo di lavoro per il recupero crediti, composto non solo dai servizi sociali”

Ad oggi le case occupate per sfondamento sono diminuite da 10 a 6, mentre quelle occupate senza titolo sono 35, ma il dato è in aumento. Ma si potrebbe modificare la legge 96 (suggerimento fatto dai Comuni alla Regione) per permettere a chi è subentrato come parente e risulta senza titolo, solo perché non ha fatto la domanda , di regolarizzare la sua posizione: c’è differenza tra chi negli ultimi tempi di vita di un anziano è andato a vivere con lui per poter tenere la casa e chi ci ha sempre vissuto e per disattenzione non ha presentato domanda nei tempi previsti, per subentrare. Sono casi che si possono accertare anche con i vigili urbani ed evitare così di sgomberare case , con persone comunque da ricollocare. Ovviamente valutando caso per caso.

ALTRI PROGETTI:

C’è un contatto con il sindaco di Essen, in Germania, che è venuto nella zona e vorrebbe finanziare un progetto per i minori o l’handicap o altre situazioni di difficoltà, come risarcimento per l’eccidio di Sant’Anna e simili.

Gli sono state presentate dall’Amministrazione comunale tre opzioni: a) la ristrutturazione di tutto il blocco di via Matteotti ( stimata in 4 milioni di euro); b) la Casa del Pastore al Varignano; c) la ex- Camera del Lavoro.

Per concludere (e per chi avesse desiderio di ulteriore approfondimento), ecco uno stralcio della relazione che l’Assessore al sociale e alla casa ha presentato in questi giorni al sindaco di Viareggio:

La problematica nasce dal fatto che ci sono più domande di assegnazione nelle graduatorie comunali, rispetto alle abitazioni disponibili (molte unità ERP sono sfitte perché hanno bisogno di interventi non di poco conto) e le 60 sentenze di sfratto annuali a Viareggio (finita locazione, case all’asta, per morosità di vario tipo) colpiscono soggetti che non riescono a pagar l’affitto. E’ impegno dell’Amministrazione assegnare le abitazioni appena sfitte al più presto possibile quando specialmente l’intervento necessario non ha bisogno di grosse entità finanziarie. Anzi è nostra intenzione promuovere patti sottoscritti con gli inquilini aventi diritto per far sì che l’intervento di poco conto possa essere fatto dall’assegnatario; questo per accelerare la consegna dell’immobile.

Occorre UN PATTO PER L’AFFITTO SOSTENIBILE; esponenti delle istituzioni, parti sociali, associazioni di volontariato e del terzo settore indicano possibili soluzioni.

Inquilini, amministratori locali, proprietari hanno denunciato l’assenza pluriennale di una politica della casa, finita molto tempo fa con gli ultimi stanziamenti Gescal per costruire alloggi di edilizia pubblica. Con il governo Prodi fu destinato al fondo sociale affitti un equivalente di 250 milioni di E. praticamente sparito e torna oggi alla luce con 50 milioni per il 2014 e 50 milioni per il 2015, E se in totale il Piano Casa stanzia 1 miliardo e 741 milioni di E., bisogna aspettare il 2020 per spenderli tutti.

Il decreto Imu all’art. 5 e 6 del decreto dà le misure di sostegno finanziario per gli inquilini morosi incolpevoli. Nel testo sono stati inseriti la possibilità per i Prefetti di intervenire al fine della graduazione programmata della forza pubblica nell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto e la previsione di percorsi di accompagnamento sociale da parte delle autonomie locali per i soggetti sottoposti a provvedimenti di sfratto. Così come la giunta si sta attivando nel limite delle risorse finanziare a disposizione sia del bilancio sia provenienti da interventi della regione toscana allo scopo di mitigare la grave situazione economica e sociale in cui si trovano le famiglie che affrontano lo sfratto (delibera 66 del 3/04/2014).

In ogni caso tocca al privato rispondere alla domanda sempre più pressante di chi a causa della crisi e del taglio dei mutui, la casa non la può comprare e deve comunque procurarsi un tetto sulla testa.

Renzi ha avuto il merito di ridurre le tasse sulla casa riducendo la cedolare dal 19% al 10% per gli affitti a canone concordato, ma questa misura senz’altro insufficiente riguarda i rapporti locatori-inquilini persone fisiche e non i contratti in cui anche solo una parte è persona giuridica.

Altra misura significativa del piano casa di Renzi consiste nel destinare 400 milioni di euro per il recupero di immobili e alloggi di edilizia residenziale pubblica , l’incremento dei fondi dedicati al sostegno per locazioni alle fasce più deboli. Un altro passo verso la sostenibilità edilizia che approva l’aumento della detraibilità fiscale alle ristrutturazioni edilizie effettuate con materiali e tecniche biocompatibili. I benefici si misureranno sia in termini di maggiore salubrità dell’ambiente costruito, ma anche come sostegno alla strutturazione di una filiera nazionale green delle costruzioni. Intanto entrano nel vivo le prime sperimentazioni tecnologiche volte a declinare le tecniche di efficienza energetica per gli edifici in clima meditteraneo con un piano di recupero del patrimonio edilizio e architettonico di edifici pubblici comunali dei Paesi dell’Europa Meridionale.

Nuovi finanziamenti riguardano l’efficienza energetica per un valore di 800 milioni da Governo dal 2014 al 2020 per raggiungere l’obbiettivo di efficienza energetica fissato dalla Strategia Nazionale.

E’ bene sottolineare comunque che c’è l’impreparazione al problema: non si riesce a sapere quanti sono gli alloggi popolari in Italia e se si continua a confondere i differenti campi , canale- sovvenzionato (ERP), l’agevolato-convenzionato (cooperative e imprese) ed il canale libero (investimenti privati liberamente gestiti) ciascuno con le sue finalità, con le sue logiche e le sue funzioni, gli interventi sulla casa continueranno ad essere insufficienti. Non è condivisibile però l’incentivazione ad una ulteriore dismissione edilizia residenziale pubblica e una generalizzata possibilità di poter ricorrere ai patti di futura vendita, dopo solo 7 anni per i locatori degli alloggi sociali, rendendo del tutto residuale la locazione permanente che, dell’edilizia sociale, rappresenta la componente più rilevante per incrementare il comparto dell’affitto.

Tutto questo anche se significativo diventa insufficiente per quelle amministrazioni come la nostra che oltre ad avere problemi di bilancio hanno pure una richiesta di abitazioni oltre le proprie capacità finanziarie. Siamo profondamente convinti che il dettato della Costituzione all’art. 3 comma 2 debba essere rispettato perché ogni amministrazione ha come missione quello di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che “limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona e l’esercizio dei conseguenti diritti di partecipazione alla vita comune”. Certamente la mancanza di lavoro che vede la disoccupazione giovanile al 42%, non aiuta a tale sviluppo anzi è causa di disagio sociale che insieme alla mancanza di alloggio costituisce un ostacolo allo sviluppo della dignità della persona che in questi momenti di grave crisi economica si fa sentire ancor più predominante dando luogo a fenomeni recessivi di ampia portata, incidendo su quei beni che consentono di mantenere il livello di vita in linea con gli standard minimi.

Destano forte preoccupazione le ricadute della recente sentenza della Corte Costituzionale sulla norma che prevedeva un canone ridotto agli inquilini che denunciavano un contratto non registrato o registrato parzialmente. I Sindacati ( Sunia, Sicet, Uniat, Unione Inquilini) degli inquilini bene hanno fatto a manifestare la loro forte preoccupazione al riguardo durante l’incontro con i rappresentanti del Governo (27/03/2014) per evitare che i cittadini che denunciato l’evasione e regolarizzato il rapporto vengano oggi colpiti da cause di morosità o per occupazione senza titolo, rischiando di perdere la casa per aver rispettato la legge. I rappresentanti del Ministero hanno riconosciuto la necessità di un intervento del Governo e del Parlamento che salvaguardi il patto fiduciario tra Stato e Cittadini.

L’art. 11 comma 2 della L.R. n° 41/2005 individua nei comuni i soggetti “titolari di tutte le funzioni amministrative concernenti la realizzazione della rete locale degli interventi e servizi sociali, nonché della gestione e dell’erogazione degli stessi”.

A tutto questo l’attuale amministrazione non si vuol sottrarre e nonostante si trovi a fronteggiare un bilancio quanto meno disastroso, non certo per proprie responsabilità , ma per scelte politiche a suo tempo assunte dalle precedenti amministrazioni, mette a disposizione risorse e progettualità affinché l’emergenza abitativa non diventi un ostacolo allo sviluppo ma sia un elemento di crescita sociale e culturale del nostro territorio.

La Legge Regionale N° 75 del 12 dicembre 2012 detta le misure urgenti per la riduzione del disagio abitativo con la possibilità di istituire commissioni territoriali per il contrasto del disagio abitativo.

L’art. 1 della sopra citata legge, al fine di contenere il disagio abitativo dei nuclei familiari soggetti a procedure esecutive di sfratto, prevede che i Comuni, nell’ambito dei livelli ottimali di esercizio (LODE) di cui alla legge regionale 3 dicembre 1998, n° 77 (Riordino delle competenze in materia di edilizia residenziale pubblica) possono istituire commissioni territoriali per il contrasto del disagio abitativo per promuovere azioni coordinate al fine di garantire la sostenibilità sociale dello sfratto e favorire il percorso di passaggio da casa a casa dei soggetti che non sono in possesso di altra abitazione adeguata al proprio nucleo familiare. Al fine di facilitare questa missione l’amministrazione comunale a breve promuoverà l’istituzione di tale commissione e i risultatati saranno resi pubblici.

La questione abitativa è dunque un tema di portata nazionale anche se il Comune di Viareggio ha un patrimonio abitativo di edilizia residenziale pubblica e di sistemazione alloggiativa provvisoria di non indifferente entità a fronte del quale bisogno espresso rimane non completamente assorbito anche perché mancano alla costruzione di un percorso di affiancamento al bisogno elementi complementari di portata assi superiore a quella programmatica comunale quale il lavoro-fonte di reddito- che consente l’accesso dei cittadini al bene primario quale quello della casa.

Occorre ricordare che l’emergenza sfratti a Viareggio rappresenta per la nostra realtà locale una vera e propria tragedia. Il numero degli sfratti è di 6 unità immobiliare per finita locazione, mentre per quelli dovuti a morosità non c’è stata una moratoria da parte del Prefetto circa il loro rinvio e questi sono 48. Per il governo si dovrebbero comunque considerare sfratti da fronteggiare solo quelli per morosità incolpevole, mentre per gli altri il Ministro si oppone ad una proroga generalizzata, lasciando le amministrazioni locali ad affrontare una situazione grave e difficile dal punto di vista umano ed economico….”.

 

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